Cronaca Centro Storico / Via Volturno

Studente turco espulso per terrorismo, il coinquilino: "Sembrava un ragazzo tranquillo"

Furkan Semih Dundar abitava da qualche settimana in affitto nel centro di Pisa. Il ragazzo che viveva con lui racconta i momenti della perquisizione della Digos. La padrona di casa: "Non abbiamo mai avuto il sospetto che potesse essere in alcun modo una persona pericolosa"

Abitava in Via Volturno dai primi giorni di dicembre, Furkan Semih Dundar, lo studente turco di 25 anni, originario di Ankara, espulso dall'Italia per aver manifestato simpatie per l'estremismo islamico su blog e siti internet monitorati dalla Polizia. Proprio in questa via, dalla casa in cui abitava il giovane, sarebbero partite alcune mail verso siti istituzionali e governativi. Mail in cui avrebbe minacciato di farsi esplodere di fronte ad ambasciate e punti 'sensibili'.

Un ragazzo "apparentemente tranquillo e sempre sorridente", almeno stando a quanto hanno riferito a PisaToday la padrona dell'appartamento in cui il 25enne viveva e il suo coinquilino. "Un ragazzo normale, apparentemente tranquillo - dice il suo coinquilino - tanto che più volte mi sono chiesto se fosse davvero musulmano: si vestiva all'occidentale, aveva perfino una maglia del MIT (Massachusetts Institute of Technology, ndr), beveva e mangiava di tutto, senza problemi. Stava qui da un paio di settimane e l'ho visto non più di 3-4 volte, non abbiamo parlato molto, anche perchè parlava solo l'inglese, eppure non c'era niente in lui che potesse farmi pensare che fosse un estremista. Una delle poche cose che mi ha detto è che era originario di Ankara. In camera non aveva nessun tipo di simbolo religioso, ne' oggetti strani o che facessero in qualche modo pensare a una cosa del genere".

"Solo computer, tablet e pochi altri oggetti di studio - conferma la padrona dell'appartamento - sembrava un ragazzo molto tranquillo e rispettoso. Stava qui dai primi di dicembre e non abbiamo mai avuto il sospetto che potesse essere in alcun modo una persona pericolosa. Le sue credenziali erano ottime: studente alla Normale dove aveva appena iniziato un dottorato di 3 anni in fisica. Sono sorpresa, mai avrei pensato ad una cosa del genere".

Il coinquilino racconta poi come è andata la perquisizione. "Era la sera del 22 dicembre scorso e io ero in casa da solo: non c'era ne' il ragazzo turco ne' l'altra coinquilina con cui abito. Intorno alle 22.30 Semih arriva a casa accompagnato dalla Digos. Ma non sembra preoccupato più di tanto. Le forze dell'ordine entrano in camera sua e danno un'occhiata a tablet, smartphone e pc. Nient'altro. Poi, poco dopo, se ne vanno, ma Semih rimane a casa. A quel punto gli domando che cosa è successo e lui mi risponde di non preoccuparmi che non è nulla di importante. Dopo poco, forse un'ora non molto di più, tornano gli uomini della Digos e spiegano che c'è stato un contrordine: raccolgono tablet, smartphone e pc e se ne vanno con Semih. Il resto della casa non la perquisiscono nemmeno. Da quel momento rivedo il ragazzo solo il 24 mattina, quando gli agenti lo hanno di nuovo accompagnato a casa nostra per prendere le sue cose".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Studente turco espulso per terrorismo, il coinquilino: "Sembrava un ragazzo tranquillo"

PisaToday è in caricamento