Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Ricerca: studio pisano spiega gli effetti collaterali di un noto farmaco per gli infartuati

I ricercatori del Sant'Anna e della Fondazione Toscana 'Gabriele Monasterio' hanno scoperto che variando il principio attivo si interrompono le apnee prolungate che possono portare alla sospensione della terapia

'Fame d'aria', 'mancanza di respiro' sono lamentati spesso dai pazienti che assumono 'ticagrelor', farmaco antiaggregante il cui utilizzo è diffuso dopo l'infarto miocardico acuto per evitare che si presenti di nuovo. Questi effetti collaterali che accadono nel 15% dei casi, così fastidiosi da poter provocare la sospensione della terapia, non sono collegati alla malattia cardiaca di base e la loro causa finora era sconosciuta. Adesso ne sono state individuate le ragioni e si intravedono già nuove soluzioni terapeutiche, grazie alla scoperta dei docenti e dei ricercatori dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna e della Fondazione Toscana 'Gabriele Monasterio', entrambe a Pisa.

La scoperta di Alberto Giannoni, cardiologo della 'Gabriele Monasterio', Michele Emdin, Claudio Passino, rispettivamente associato e ricercatore in malattie dell'apparato cardiovascolare al Sant’Anna, è stata pubblicata sulla più prestigiosa rivista medica, il 'New England Journal of Medicine'.

Gli effetti collaterali sono provocati secondo lo studio dalla comparsa di apnee prolungate, sino a trenta secondi consecutivi, aumentando la sensibilità dei sensori centrali dell'anidride carbonica (i cosiddetti 'chemocettori') disciolta nel sangue, interrompendo così la regolarità del respiro governata dalle strutture nervose del tronco cerebrale. In seguito alla sostituzione del farmaco con un antiaggregante alternativo gli autori dello studio hanno inoltre evidenziato la reversibilità dell'effetto, con scomparsa del sintomo e delle apnee.

"Il dato pone le basi per ulteriori studi - spiegano Alberto Giannoni, Michele Emdin, Claudio Passino - che potrebbero portare alla comprensione dei meccanismi dell'alterata regolazione della ventilazione o all'identificazione di terapie specifiche per modulare la ventilazione con una ricaduta molto ampia in ambito clinico. La nostra osservazione, assolutamente originale, nasce dalla consuetudine all'osservazione clinica e alla ricerca in ambito fisiopatologico, che rappresentano la base portante della collaborazione tra l’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna e la cardiologia della Fondazione Toscana Monasterio".

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