Suicidi per la crisi, forte preoccupazione da Confartigianato: "Sono omicidi di Stato"

Il presidente di Confartigianato Imprese Pisa, Romano Pucci, ha scritto a Giorgio Napolitano per chiedere aiuto a nome delle centinaia di imprenditori che quotidianamente combattono con la crisi

Dopo l'ultimo suicidio dell'operaio 45enne disoccupato da due anni, cresce la preoccupazione per le conseguenze della grave crisi economica. Proprio oggi il presidente di Confartigianato Imprese Pisa, Romano Pucci, ha scritto a Giorgio Napolitano subito dopo il suo insediamento alla guida dell'associazione di categoria, per chiedere aiuto a nome delle centinaia di imprenditori che quotidianamente combattono contro questo momento così delicato.

Nella lettera al Presidente dell Repubblica che  Pucci ritiene l'unico sul quale si possa fare affidamento e riporre fiducia, continuando a denunciare quelli che molti chiamano 'Omicidi di Stato' ovvero i suicidi di piccoli imprenditori in difficoltà. "I tanti suicidi di imprenditori - scrive Pucci - per lo più titolari di piccole imprese che da sempre sono il motore dell'Italia, possono essere definiti 'omicidi di Stato' perché, molto spesso, questi imprenditori avevano crediti con la pubblica amministrazione".

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Pucci denuncia anche le difficoltà quotidiane delle imprese: "Dalla burocrazia agli alti costi della politica, dal mancato pagamento di lavori e servizi svolti per conto dello Stato a causa del famigerato patto di stabilità, alla mancata realizzazione delle riforme. A quanti suicidi - posegue - dovremo ancora assistere prima che lo Stato si renda conto che, forse, è corresponsabile di queste morti poiché non ha creato le condizioni necessarie affinché gli imprenditori potessero continuare a intraprendere? Per vedere un intervento forte dello Stato in nostro favore dobbiamo forse aspettare che qualcuno decida di citarlo in giudizio per omicidio colposo?".

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