Cronaca

Suicidio imprenditore a Santa Croce, un amico: "Situazione difficile ma non disperata"

L'uomo ha lasciato diversi biglietti in cui chiedeva scusa alla famiglia e ai dipendenti. Negli ultimi giorni era stato visto con la solita aria serena e niente dunque ha lasciato presagire il tragico gesto

Ha lasciato più di un biglietto d'addio l'imprenditore 65enne che si è impiccato nella sua azienda di prodotti chimici per il settore conciario di Santa Croce sull'Arno. Secondo quanto appreso, si sarebbe rivolto ai dipendenti, ai familiari e al mondo imprenditoriale chiedendo scusa per il suicidio, ma facendo risalirne le cause alla difficile situazione socio-economica. L'uomo ha usato una corda per impiccarsi, ma non avrebbe dato segnali alla famiglia e ai parenti di quel che avrebbe compiuto ieri mattina. Era solito uscire molto presto per andare a lavoro e anche ieri ha fatto così, salutando normalmente la moglie prima di andare in fabbrica. Un capannone lastricato di specchi, nel cuore della zona industriale della cittadina. Un territorio che è la culla della pelle toscana, fiore all'occhiello del Made in Italy, ma che non ha saputo offrire una seconda possibilità a un uomo riconosciuto da tutti come persona particolarmente sensibile, onesta e molto puntigliosa. Proprio l'alto valore morale sarebbe una delle componenti che ha portato l'imprenditore a compiere il gesto estremo.

"Aveva ricevuto alcuni insoluti da aziende della zona del cuoio, aspettava un grosso pagamento dall'estero e doveva saldare i conti con i suoi fornitori - ha raccontato un imprenditore conciario di Santa Croce sull'Arno, amico e cliente del sessantacinquenne - la situazione della sua azienda era simile a quella di tantissime altre, difficile, ma non disperata. Credo che sia scattato in lui l'impotenza davanti a un mondo che non paga, ma che pretende che tu sia puntuale a saldare i tuoi debiti".

Un gesto insomma a cui nessuno poteva pensare. Negli ultimi giorni è stato visto da molti con la solita aria serena e i modi gentili ed educati. Era sposato, padre di due figli e nonno. L'imprenditore del settore chimico è uscito normalmente da casa di buon ora, come faceva sempre, per recarsi al lavoro, senza dare il minimo segnale dell'inquietudine che lo ha portato a togliersi la vita nel luogo di lavoro che aveva costruito con il fratello e la sorella. Un'azienda che acquistava prodotti chimici, poi li miscelava e li rivendeva con il proprio marchio alle concerie della zona, ma anche ad aziende straniere.


La notizia si è diffusa rapidamente a Santa Croce sull'Arno. Il sindaco Osvaldo Ciaponi ha chiamato in causa la solidarietà e la coesione sociale che, ha detto, "in certi momenti sono elementi determinanti". (fonte Ansa)

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