Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Sversamenti nel fiume Morto, cause e intervento: "Problema eliminato"

Ultimati l'indagine e gli interventi della Caserma Gamerra di Pisa con il contributo di Arpat. L'ente ambientale ritiene risolta la criticità

Il 3 settembre scorso è stato approvato il piano di indagine preliminare presentato dalla caserma Gamerra, in collaborazione con Arpat, per la messa in sicurezza del sito inquinato da idrocarburi nel Fiume Morto e nella condotta bianca di Via di Gello a Pisa. Durante i mesi di ottobre e novembre sono state realizzate tutte le attività proposte, fra cui l'identificazione delle cause della contaminazione e la loro relativa rimozione.

L'Arpat, intervenuta più volte anche a seguito di telefonate dei cittadini che segnalavano la presenza di gasolio, ha dato informazione degli esiti agli enti competeni ed ha fornito il suo contributo tecnico al piano di indagine preliminare presentato. La caserma Gamerra ha collaborato con gli enti per la risoluzione definitiva del problema, impiegando risorse consistenti anche attraverso attività di messa in sicurezza d'emergenza.

LE CAUSE. La contaminazione del Fiume Morto avveniva a causa del trascinamento di idrocarburi lungo la fognatura di Via di Gello, all'interno della quale confluivano le condotte di scarico delle acque meteoriche della Caserma. Queste ultime, in concomitanza con forti precipitazionei, venivano contaminate da sversamenti che si orginivano da perdite provenienti da alcuni serbatoi interrati, utilizzati soprattutto per il riscaldamento delle palazzine ed in parte per il rifornimento dei mezzi.

MESSA IN SICUREZZA. Il piano di indagine preliminare ha previsto una serie di attività finalizzate a ridefinire l'attuale rete fognaria e contestualmente effettuare l'eventuale pulizia; effettuare il campionamento dei terreni nell'area interessata da potenziale contaminazione; effettuare il campionamento delle acque sotterranee.

E' stato effettuato un rilievo, anche topografico, della rete fognaria nera e delle acque bianche con accertamento della condizione dei pozzetti, al fine di rilevare e riparare eventuali rotture dei manufatti che permettevano l'infiltrazione di liquidi nel sottosuolo. La rete fognaria delle acque bianche è stata ripulita e ricostruita la direzione di deflusso determinando, con certezza, i punti di innesto nel collettore di Via di Gello.

Per verificare la qualità dei terreni sono stati effettuati vari sondaggi in maniera tale da verificare l'intorno di tutte le cisterne interrate e nei pressi dei serbatoi più critici. I sondaggi hanno raggiunto una profondità di circa un paio di metri al di sotto del piano di imposta delle cisterne con campionamento di terreno nei tratti più significativi, al fine di definire l'estensione dell'eventuale contaminazione in profondità.

Per le acque sotterranee sono stati installati tubi piezometrici fino ad una profondità di circa 10 metri con il tratto fessurato posizionato a partire da 3 metri fino a fondo foro. Il diametro è tale da permettere operazioni di campionamento ed eventuale pompaggio del gasolio surnatante ai fini di interventi di messa in sicurezza. E' stato quindi effettuato un primo campionamento a fini analitici di vari parametri chimici oltre agli idrocarburi.

Arpat in questo caso ha provveduto al prelievo dei controcampioni previsti dalla normativa vigente e, data la complessità della situazione, ha presenziato a molte delle attività effettuate sul sito.

ESITO FINALE. Per quanto riguarda le attività di caratterizzazione delle acque sotterranee e dei terreni i primi risultati evidenziano l'assenza di una contaminazione di tali matrici. Gli idrocarburi che sono nel tempo fuoriusciti dai serbatoi restavano confinati nelle condutture fognarie superficiali per essere poi immessi, in concomitanza con forti precipitazioni, nel reticolo idrografico esterno. Per le attività di messa in sicurezza d'emergenza, e per quanto visionato in fase di caratterizzazione, l'ente ambientale ritiene ragionevolmente che le cause della problematica siano state eliminate. L'efficacia delle operazioni di risanamento sarà verificata in occasione dei prossimi eventi atmosferici di particolare intensità.

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