Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Cisanello

Tagli al parco di Cisanello sul terreno della Stella Maris con distruzione di un piccolo bosco

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il movimento di associazioni e cittadini impegnato per il Parco Cisanello, fra le tante azioni di volontariato aveva aperto un sentierino in mezzo a un boschetto di pioppi, olmi e prugnoli , simbolicamente intitolato "Sentiero Gezi" e un cartellino di legno ne segnalava sino a poco tempo fa l'inizio in via Bargagna. In seguito è stata fatta da Comune e Provincia la ripartizione della grande area in due settori: quello destinato a Parco e quello destinato a un nuovo centro medico della fondazione Stella Maris. Sul primo si era poi concentrato un percorso partecipativo finanziato dalla Regione, sul secondo la Stella Maris aveva bandito un concorso per avere un progetto. Gli esiti del progetto partecipativo, che dovrà trovare recepimento in chi di fatto progetterà il parco, erano stati comunicati in un incontro anche ai vertici della Stella Maris, che aveva dichiarato le sue buone intenzioni di valutare gli elaborati progettuali anche in vista di mantenere una minima omogeneità col contesto col quale confinerà. L' indicazione più importante del processo partecipativo è la necessità e l'utilità di conservare e valorizzare le zone a verde spontaneo già presenti, nel senso che si cercherà di riconoscerli già come elementi acquisiti per il parco, piuttosto che rimpiazzarli con arredi verdi nuovi di zecca, magari di carattere esotico. In questo senso anche la Stella Maris, che avrebbe ugualmente necessità, per i suoi fini sanitari, di vaste porzioni di verde, dovrebbe considerare l'esistente come un valore più che un ostacolo, fatti salvi gli spazi dove sorgerà l'edificio. Ma queste considerazioni di buon senso, anche se appaiono scontate, non lo sono per niente, perché cozzano con la difficoltà di riconoscere il verde spontaneo come un sistema complesso e ricco di biodiversità piuttosto che come un ammasso disordinato di rovi, attitudine molto diffusa nel nostro paese, ancora molto digiuno di nozioni scientifiche e di assidua frequentazione di ambienti naturali. E' così accade che, ancora prima che sia stato scelto il progetto definitivo per la Stella Maris, da un giorno all'altro dei mezzi meccanici molto efficaci effettuino un blitz che in poco tempo riduce a niente questo suggestivo boschetto, del tutto simile a boschi ben più grandi a S. Rossore, che in inverno si allagano aumentando la loro bellezza e perciò sono le zone più protette nel Parco, le cosiddette "lame". Qua invece la " lama" non ha ancora cittadinanza, se non come deposito di rifiuti buttati dal marciapiede e luogo "malfrequentato". Ecco perché la sua distruzione con modi così spicci desterà meno scalpore che le foto di materassi e siringhe abbandonate nel futuro parco, recentemente apparse sui giornali.

Eppure là ora avevano già nidificato centinaia di uccelli, censiti ufficialmente dal Centro Ornitologico Toscano, mentre ora è tutto distrutto, anche in barba alle normative che prevedono il taglio di boschi del genere al di fuori del periodo di nidificazione. Intorno sono rimasti ancora dei piccoli nuclei di alberi più grandi, isolati in mezzo a un generale deserto. Chiediamo a gran voce che almeno queste piante vengano risparmiate, in base al fatto che molte ricadranno probabilmente nelle zone destinate a verde nel progetto che verrà scelto. Abbiamo perso già molto di ciò che gratuitamente la natura ci aveva messo a disposizione, vediamo di salvare il salvabile, piuttosto che dover comunque ripiantare nuovi alberi al posto di quelli che c'erano già.

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