Acli Pisa, tagli dal Governo: "A rischio l'erogazione dei servizi gratuiti del Patronato"

L'associazione denuncia i tagli governativi che mettono a rischio i servizi territoriali. Il presidente della Acli pisane Giacomo Martelli: "Danneggiate soprattutto le fasce più deboli della popolazione, aumentano le diseguaglianze"

Nuova riduzione delle risorse che mette a rischio i servizi dei patronati Acli. "Ai 35 milioni di tagli strutturali stabiliti lo scorso anno - spiega l'associazione in una nota - nella proposta di legge di Stabilità 2016 il Governo intende aggiungere ulteriori tagli pari a 48 milioni di euro al Fondo dei Patronati, per un totale annuo pari a 83 milioni, dal 2015 in poi".

Taglio che comporterà "meno servizi per le persone, più persone senza assistenza gratuita, più persone che perderanno il lavoro". Il Cepa, sigla che riunisce tutti i patronati (Acli, Inas, Inca e Ital ) ha già denunciato in una nota del 6 novembre il carattere, ancora una volta, strutturale della riduzione delle risorse con un ulteriore intervento sull’aliquota di alimentazione del fondo che, solo nel prossimo triennio, prevede un taglio del finanziamento, rispetto a quanto si attendeva fino allo scorso anno, di ben 284 milioni di euro per il periodo 2015-2018.

Richiesta dal Cepa l'annullamento della norma. A Pisa secondo Giacomo Martelli, presidente delle Acli pisane, "se dovessero essere confermati questi ulteriori tagli non potremo più garantire lo stesso livello di servizi; come pure, la stessa presenza capillare sul territorio. Meno servizi significa compromissione nella fruizione dei diritti, soprattutto dalle fasce più deboli della popolazione già messe a dura prova dalla crisi economica di questi anni".

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"Il Patronato - prosegue Martelli - si occupa di sostegno alla genitorialità, sostegno ai lavoratori migranti, tutela previdenziale e sostegno alla disabilità e al lavoro di cura. Nel 2014 ha evaso positivamente 37.268 pratiche, non finanziate dal ministero, gratuite per gli utenti e 4.522 pratiche per le quali il ministero riconosce il finanziamento. Dato che fa comprendere come tagliando la capacità di erogazione dei servizi null’altro si ottiene che un aumento delle disuguaglianze sociali".

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