Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Pini pericolanti all'ospedale Santa Chiara: verranno abbattuti e sostituiti da altri alberi

Programmato il taglio di 10 pini quasi centenari troppo alti e a rischio caduta. Al loro posto verranno piantati altrettanti alberi di minore altezza. L'intervento inizierà nei prossimi giorni e verrà effettuato soprattutto il pomeriggio e nei weekend

Dieci pini di oltre 80 anni di età, molto alti e a fine ciclo vitale, verranno abbattuti all’ospedale Santa Chiara a Pisa nei prossimi giorni in seguito a una verifica effettuata da uno specialista agronomo sullo stato di salute e la stabilità del parco arboreo, da cui sono emerse indicazioni all’abbattimento per motivi di sicurezza. L’area in cui sorgono queste piante è infatti fra quelle a maggiore percorrenza e traffico (sia pedonale che carrabile) degli utenti e degli operatori dell’ospedale. Sono stati ottenuti i permessi dal Comune e dalla Soprintendenza per cui l’abbattimento inizierà nei prossimi giorni e verrà effettuato preferibilmente nelle ore pomeridiane e nel fine settimana, per interferire il meno possibile con le attività sanitarie.

"Considerando l’assetto delle piante sia in termini ipogei (radici) che aerei, e la loro posizione in relazione ai manufatti e all’area a pubblica fruizione da esse interessata - si legge nella relazione dell'agronomo - non potendo effettuare alcuna potatura correttiva o intervento agronomico tale da eliminare concretamente il pericolo di caduta, al fine della totale messa in sicurezza dell’area sottostante (anche da cedimenti parziali che sarebbero peraltro già avvenuti), si rende quindi necessario provvedere a una pronta eliminazione delle dieci piante di pino".

L’Aoup, ai sensi del vigente Regolamento unico edilizio unificato del Comune di Pisa, provvederà al reimpianto di un egual numero di essenze arboree di pari ordine. Per il primo gruppo (pini 1-8) si prevede la sostituzione con 8 piante di leccio (Quercus ilex) in modo da ricostruire un doppio filare di nuove alberature, che andranno a completare gli esemplari di leccio presenti e recentemente posti a dimora.

Per gli alberi 9 e 10 è stato invece deciso di piantare, nelle aree a verde limitrofe, due esemplari di Liquidambar styraciflua sia per la forma della chioma sia per la migliore gestione dell’apparato epigeo (germogli esterni superiori) sia per le radici ben più modeste.

"Le piante - sottolineano dall'Aoup - verranno impiantate in modo da evitare disarmonie dovute all’ombreggiamento reciproco o dei manufatti e consentiranno una buona fruibilità dell’area, un aumento della biodiversità vegetale e del valore ornamentale, una migliore gestione della chioma, più facili interventi manutentivi e una buona adattabilità alle condizioni pedoclimatiche (ossia il complesso delle condizioni fisiche del terreno, dipendenti dalla temperatura, umidità ecc., che si determina nello strato a diretto contatto con l’ambiente aereo)".

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