Tangenziale Nord, Legambiente: "Vantaggi dubbi, danni certi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Presto si dovrebbe aprire il cantiere per la realizzazione dei tratti 1 e 2 della cosiddetta tangenziale Nord-Est fra l’Aurelia e l’ospedale di Cisanello. Si tratta, per ora, dello svincolo dalla via Aurelia.
Questa è l’occasione per riflettere sull’opera nel suo complesso, del suo impatto sulla mobilità e sull’ambiente della piana, su quali benefici e quali danni per Pisa.
I benefici previsti dai proponenti riguardano una riduzione del traffico cittadino di attraversamento, spostato su una tangenziale con la possibilità di entrare in città dalla via più opportuna.. Ma i benefici sono illusori mentre i danni sono molti e diversi.
Il traffico veicolare che pesa sulla città di Pisa non è dovuto ai flussi di attraversamento, ma al numero eccessivo di auto che penetrano nel tessuto urbano nel tentativo di raggiungere il cuore della città. Non solo: la possibilità di aggirare il centro urbano è già garantito dalla viabilità esistente da Cisanello a via del Brennero, mentre per il restante tratto sarebbero sufficienti interventi più modesti.
La “nuova viabilità“ persegue l’illusione che nuove strade favoriscano la mobilità, consentendo flussi più veloci. È dimostrato, invece, che l’unico modo per ridurre il traffico è ridurre il numero dei mezzi privati in circolazione, con una politica urbanistica e della mobilità che favorisca trasporto pubblico e mobilità “attiva” (bici e piedi). Per questo obiettivo potrebbero essere utilizzati gli ingenti capitali (circa 70 milioni g previsti nel 2007) destinati a questa opera.

La tangenziale nella forma proposta mette a rischio ambiente e qualità della vita di tutti noi.
L’ultimo allarme lo lancia autorevolmente l’ARPAT: il percorso previsto in prossimità del quartiere I Passi innalzerebbe il livello sonoro di 16 dB(A) oltre i limiti di legge; cioè il traffico porterebbe il livello sonoro a un valore oltre 32 volte superiore a quanto previsto dalla legge. È questo un dato che, da solo, dovrebbe indurre all’abbandono del progetto.        
La tangenziale sarebbe il cavallo di Troia per nuovo consumo e impermeabilizzazione del suolo: porterebbe nuovi insediamenti commerciali e residenziali, favorendo l’esodo dalla città verso la campagna. La “città diffusa”, che allontana i cittadini da servizi, lavoro e persone, impone poi l’uso del mezzo privato: il miglior modo per aumentare il traffico.
Con la tangenziale si aprirebbe inoltre una lunga ferita da est a ovest che dividerebbe in due la piana, separando località ora contigue. Vicini di casa si troveranno lontani. Il taglio della pianura deturperebbe il paesaggio rurale tra Pisa e San Giuliano. Impossibile non pensare all’inevitabile danno visivo, se non strutturale, portato all’Acquedotto Mediceo. La bellezza della piana tra città e monte è un bene comune che ha anche un valore economico, un bene da conservare e non rovinare definitivamente.
Legambiente Pisa crede che sia necessario affrontare emergenze ambientali secondo nuove prospettive per il futuro e scelte immediate che rispettino gli equilibri ambientali. Molte cose sono cambiate: ad esempio, uno studio del CNR dimostra che la popolazione pisana oggi è favorevole a una politica di “mobilità sostenibile”. Percorsi pedonali sicuri, una rete di piste ciclabili, un buon trasporto pubblico, la condivisione dell’auto e altre tecniche innovative possono fare a meno di nuovi nastri di asfalto che dividono e non uniscono persone e luoghi.

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