Moschea, il Tar accoglie il ricorso della comunità islamica

Solo pochi giorni fa la variante stadio, che comprende anche l'area in cui era previsto il centro di culto islamico, aveva avuto il via libera dal Consiglio comunale

Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso della comunità islamica per la costruzione della moschea a Porta a Lucca. Il Tribunale Amministrativo Regionale ha infatti pubblicato la sentenza che annulla la delibera del Consiglio Comunale di Pisa n. 38 del 10 settembre 2019 che negava il permesso a costruire nell'area di via del Brennero, dove adesso è previsto un parcheggio, la moschea e il centro culturale della comunità islamica, che da tempo ha acquistato i terreni. Contro la delibera comunale aveva fatto ricorso la stessa comunità islamica. Si legge nella motivazione del Tar: "l'associazione ricorrente è portatrice dell'interesse alla realizzazione di un edificio di culto, l'unico, nel Comune di Pisa, destinato a soddisfare le necessità di quanti pratichino la religione islamica. Si tratta di un interesse particolare in quanto espressamente considerato dall'art. 8 della Costituzione, e riguardante la pratica di una delle religioni più diffuse al mondo, negli ultimi decenni ampiamente praticata anche in Italia. La deliberazione impugnata, e così gli atti preparatori, non prendono affatto in considerazione tale delicata problematica, trascurandola totalmente".

"Il Tribunale Amministrativo della Toscana ha riconosciuto, con un’importante sentenza, che gli atti adottati dal Comune di Pisa contro la moschea a Porta a Lucca violano il diritto alla libertà di culto della comunità musulmana, tutelato dalla Costituzione, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della Convenzione Europea dei Diritti Umani. Il tribunale ha così annullato l’atto di adozione della variante stadio (approvato pochi giorni fa in Consiglio comunale, ndr), in cui la Giunta ha voluto a tutti i costi inserire la questione moschea - sottolineano da Diritti in Comune - il sindaco e la Giunta avrebbero dovuto saperlo, e noi stessi li avevamo avvisati nei giorni scorsi, in occasione della approvazione della variante: era un azzardo procedere frettolosamente senza conoscere l’esito del ricorso al TAR. L’arrivo della sentenza dimostra sia che avevamo ragione e sia che l'approvazione dei scorsi giorni è stata una inaudita forzatura. Per non dire una mossa disperata. Siamo felici che i giudici abbiano fatto valere il principio costituzionale della libertà di culto, restituendo ai fedeli di religione musulmana piena cittadinanza. Nel corso degli ultimi mesi abbiamo ammonito costantemente l’amministrazione a rispettare la carta costituzionale, chiedendo che l’area della moschea venisse tolta della variante stadio, senza mai essere ascoltati".

"In questo modo, come abbiamo da sempre denunciato, si è anche messo a rischio il progetto di riqualificazione dell'Arena Garibaldi. Tutto perché l'azione dell'amministrazione è stata piegata a una crociata razzista e islamofoba, senza tenere in conto i veri interessi pubblici della comunità. Per questo, e solo per questo, si è usata la variante stadio contro la moschea - proseguono dal gruppo consiliare di Ciccio Auletta - la sentenza annulla l'adozione e quindi la approvazione della variante: si annuncia così anche un danno grave per la città, per il quartiere, per i tifosi che attendevano risposte e che hanno ricevuto invece propaganda e false promesse da parte del sindaco e degli assessori responsabili del procedimento. Conti e la sua maggioranza, in maniera spericolata, hanno investito tutto su questa campagna e l'hanno sonoramente persa, facendo pesare le spese legali del procedimento al TAR sulle casse comunali. Insomma, l’islamofobia della Lega e di altre forze della maggioranza diventa un costo per tutta la città. A questo punto la Giunta non ha più scuse: compia rapidamente tutti gli atti dovuti per rispettare la sentenza, riconoscendo alla comunità islamica il suo diritto al luogo di culto. Dopodiché, sindaco e assessori si dimettano. Oltre a produrre un danno alla città, hanno agito deliberatamente in violazione della nostra Costituzione: non sono in grado di assolvere ai loro doveri istituzionali".

Rincara la dose il segretario provinciale del Partito Democratico Fabrizio Cerri: "L’avevamo detto e ridetto. E anche messo in guardia, oltre che i cittadini, il Pisa S.C., i suoi vertici e i tifosi: il goffo tentativo di impedire la realizzazione della moschea da parte della Giunta leghista collegando il diniego al luogo di culto con la variante dello stadio sarebbe stata pericolosa per il futuro dell’impianto sportivo - afferma Cerri - sottolineammo, infatti, che se fosse intervenuta nel solco della nostra Costituzione una sconfitta della linea discriminatoria e oltranzista della destra contro la libertà di culto, avrebbe bloccato per anni qualsiasi atto che l’avesse contenuta, come appunto la variante dello stadio. E così è stato: l’arroganza e la demagogia, del sindaco di Pisa, dei suoi assessori, della sua maggioranza e di chi li supporta, hanno trascinato la città a prendere un sonoro schiaffone da parte del Tar che ha smontato per intero la farsa fin qui condotta. Gli stessi giudici espressamente sottolineano che era chiara e palese l’intenzione di impedire la concessione del diritto a costruire la moschea, altro che fantomatiche esigenze urbanistiche! E così hanno annullato tutti gli atti amministrativi ad essa collegati. Del resto, come fare a non garantire, in un paese democratico com’è il nostro, alla faccia di Conti, maggioranza e Ziello, la libertà di culto, nonché la libertà per una associazione religiosa di perseguire un progetto su aree di sua proprietà previsto dagli strumenti urbanistici vigenti? Lasciamo agli esperti di diritto valutare i vari passaggi della sentenza, resta che la sua portata globale sottoscrive un atto di accusa perentorio nei confronti di questa Giunta". "Oggi il Tar scrive una parola di giustizia che va salutata come una vittoria di tutti e non solo della comunità islamica, perché appunto sottolinea valori e sentimenti propri della nostra Costituzione e di tutti i pisani. Viene sconfitto chi, con pressappochismo e violazione dei diritti altrui utilizzando sotterfugi e atti strumentali che si sono sciolti come neve al sole, ha pensato di aggirare norme e leggi - prosegue Cerri - ora dovremmo augurarci un atto di umiltà, il riconoscere l’errore e fare quel passo indietro per quanto riguarda la moschea, così da poter garantire lo sviluppo dell’Arena Garibaldi il cui iter, peraltro, è stato avviato dalla precedente amministrazione di centrosinistra. Ma temiamo che il mood dell’arroganza sia l’essenza di questa maggioranza comunale e che solo dopo il ritorno alle urne potremo riavere un’amministrazione che davvero lavori per il bene di Pisa e dei pisani tutti: cattolici, musulmani, tifosi di calcio e non".

Sulla sentenza del Tar si esprime anche la consigliera regionale Pd Alessandra Nardini: "L'atteggiamento discriminatorio dell'amministrazione Conti ha perso. La Giunta Conti, a trazione leghista, ha fatto del no alla moschea una battaglia ideologica per corteggiare certe pulsioni anti-islamiche presenti nella società: una operazione culturalmente e politicamente vergognosa, contraria a un diritto costituzionalmente riconosciuto come è quello della libertà di culto. Non a caso anche altre autorità religiose sono scese in campo affinché ai fratelli e alle sorelle musulmani non fosse negato l'esercizio comunitario della propria fede, una battaglia che ha coinvolto anche la società civile e la politica. È una vittoria del diritto, della libertà e del rispetto delle differenze culturali".

"La sentenza del TAR che annulla tutti gli atti del Comune di ostacolo alla realizzazione del luogo di culto della comunità Islamica pisana è una totale sconfessione dell'operato del sindaco Conti, della Giunta, di chi ha collaborato a formulare provvedimenti pienamente illegittimi. Conferma invece ciò che più volte anch'io mi ero permesso di rilevare e che hanno dimostrato in sede di giustizia i legali della comunità - commenta l'ex sindaco di Pisa Marco Filippeschi - è un colpo durissimo alla credibilità dell'amministrazione della destra a trazione leghista, che avviene all'indomani dell'approvazione della variante-stadio, traballante e condizionata dal sopruso tentato in contrasto alla Costituzione per limitare la libertà di culto di nostri concittadini. Una variante che si è subito dimostrata un inganno contro tante speranze. Conti ha voluto di fare il forte con i deboli, non ha ascoltato chi gli consigliava di stare nei binari della legge, non ha ascoltato neppure le parole sagge e rispettose della Chiesa, pisana e toscana. Difficile ora reggere una sconfitta di portata tanto devastante. Decenza imporrebbe le dimissioni di chi ha fatto errori cosi ingiustificabili, perché la città possa esprimere il giudizio che deve dare su fatti, i più gravi ma non i soli, che minano l'affidabilità del governo del Comune".

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