Cronaca

Cascina, Confcommercio contro il Comune: "La Tari deve essere tagliata"

Dalla Giunta Betti nei giorni scorsi era filtrata la possibilità di un aumento della tassa. L'associazione di categoria non ci sta: "Dovrebbe essere tagliata. E i contributi per imprese e artigiani estesi fino a marzo"

Sale di tono la polemica tra Confcommercio Provincia di Pisa e il Comune di Cascina: l'oggetto del contendere è la Tari e la posizione della Giunta guidata da Michelangelo Betti. Nei giorni scorsi l'associazione di categoria aveva evidenziato come l'Amministrazione cascinese fosse intenzionata ad aumentare la tassa sui rifiuti nel 2021, provocando un'immediata levata di scudi da parte della presidente Federica Grassini in difesa di tutte le imprese e degli artigiani consociati.

Il nuovo capitolo della vicenda si è aperto dopo che dal Comune è arrivata la proroga al contributo per la Tari fino al prossimo 15 gennaio. La presidente Grassini afferma: "La proroga è già un primo segnale positivo, ma è assolutamente necessario posticiparla almeno fino alla fine di marzo, per dare una effettiva possibilità alle imprese di conoscerne l'opportunità e avere tutto il tempo necessario di fare la domanda". La presidente spiega: "Se l'intento è quello di tendere una mano alle aziende del territorio, e l'obiettivo è davvero quello di consentire a tutte le imprese che ne hanno la facoltà di ottenere il contributo, non è comprensibile imporre una finestra temporale così ristretta".

Ciò che desta stupore, all'interno di Confcommercio, "è che seriamente qualcuno possa pensare di aumentare la Tari nei prossimi mesi". Federica Grassini insiste, affiancata da Marcello Mosca, presidente della sezione cascinese dell'associazione: "Siamo come coloro che son sospesi, nessuno ci ha ancora informato sul fatto che quest'anno le imprese si troveranno una Tari ulteriormente aumentata. E per restare sul tema tanto sbandierato quanto inapplicato di trasparenza delle tariffe, qualità ed efficienza del servizio, ci dovrebbero spiegare come sia possibile che mentre il volume complessivo della raccolta dei rifiuti diminuisce, i costi continuano progressivamente ad aumentare".

I dati, secondo Marcello Mosca, sono eloquenti: "A Cascina dal 2011 al 2019 il costo medio procapite di gestione del rifiuti urbani è aumentato del 26%, passando dal costo di 129 euro per abitante a quello di 162 euro del 2019". Federica Grassini conclude: "Considerando tutto, non ultimo il fattore Covid-19, la Tari va notevolmente abbassata, perché le imprese e i negozi sono chiusi, chi lavora lo fa a scarto ridottissimo e infine perché non esiste alcuna motivazione inerente il servizio che giustifichi e renda plausibile anche solo l'idea di un aumento".

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