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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Al Verdi il Consiglio Comunale per la Festa della Toscana: "Vaccino atto di responsabilità"

Il sindaco di Pisa Michele Conti ha celebrato la ricorrenza legandola all'importanza del sentirsi cittadini participi all'interesse della comunità

Si è svolto stamani al Teatro Verdi il Consiglio Comunale straordinario in occasione delle celebrazioni per la Festa della Toscana 2021. Presenti il sindaco di Pisa Michele Conti, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il presidente del Consiglio Comunale di Pisa Alessandro Gennai, il presidente del Consiglio Regionale della Toscana Antonio Mazzeo, il presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori, la professoressa Valeria Raglianti per l’Ufficio Scolastico Provinciale.

Una celebrazione che torna così, seppure a rango contingentato, comunque in presenza. Oltre alle autorità ed ai consiglieri comunali hanno partecipato tanti studenti, fra cui il Coro e l'Orchestra sinfonica del liceo Musicale Carducci, diretti dal maestro Carlo Deri, e alcuni studenti del Consiglio Comunale dei ragazzi  'E. Santoni'. Presenti, tra gli altri, i deputati Lucia Ciampi, Stefano Ceccanti e le consigliere regionali Elena Meini e Irene Galletti. 

Il Coronavirus inevitabilmente è stato al centro dei temi, come nell'intervento del sindaco Conti: "A causa del Covid-19, in molti hanno patito lutti, sofferenze per i ricoveri o le cure. Oppure difficoltà quali la perdita del lavoro, riduzioni degli stipendi, difficoltà finanziarie. Spesso i programmi su cui avevamo impostato una vita, sono sfumati di fronte a questa pandemia che ha avuto cause molto lontane da noi ma che ha finito per colpirci tutti, indistintamente". "Per fortuna abbiamo i vaccini - prosegue - che possono proteggerci dal contagio e, in caso di positività, da rischi gravi. In questi nove mesi il nostro Paese ha conosciuto una campagna vaccinale in emergenza che è stata in grado di raggiungere la quasi totalità della popolazione anziana, fragile, a rischio contagio e tutti coloro che hanno voluto vaccinarsi. Come spesso accade, l'Italia migliore emerge nelle situazioni difficili e anche questa volta è stato così".

L'esempio dell'abolizione della pena di morte da parte di Pietro Leopoldo nel 1786 come richiamo all'unità e alla responsabilità: "Purtroppo, non tutti hanno compreso il valore di questi sforzi compiuti dalla maggioranza degli italiani nei luoghi di lavoro, del divertimento, della socialità, perfino all'interno delle famiglie. E si è aperto un confronto aspro e duro che, per certi versi, sembra mettere in contrapposizione gli uni agli altri. In casi come questi può venire in soccorso proprio la storia, compresa quella che oggi siamo qui a celebrare. Da quel momento, forse, gli uomini smisero di essere semplici sudditi e iniziarono a diventare cittadini". "Una civiltà - dice il Sindaco - che è fatta di diritti riconosciuti ma anche di doveri. Che riguardano in primo luogo gli altri, il rispetto degli altri. In uno Stato democratico e liberale come il nostro, la cittadinanza comprende certamente il pieno godimento dei diritti, compreso quello di espressione e manifestazione del pensiero, ma impone anche la responsabilità del rispetto degli altri". 

"Mi rivolgo in particolare ai nostri ragazzi - conclude - che in questa particolare vicenda siete stati semmai di esempio per noi adulti, accettando la vaccinazione, come soluzione al problema e non come problema. C'è bisogno della piena responsabilità di tutti per uscire, al più presto, da questa pandemia sanitaria che ha sospeso il nostro tempo. Non è con l’odio né con la contrapposizione che ne potremo uscire. La nostra grande tradizione civile, compresa la ricorrenza che oggi celebriamo, sono lì a indicare una possibile strada per uscirne tutti insieme".

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