Pagare per vedere la tv nell'ospedale di Pisa: è polemica

Botta e riposta fra il consigliere comunale Nerini e l'Aoup. L'azienda spiega: "Previsione per sostituire 1000 apparecchi ormai inutilizzabili"

Due euro al giorno per il pacchetto base, 5 euro se c'è anche Sky. E' il tariffario per vedere la televisione in ospedale a Pisa. Il caso è stato portato alla luce dal consigliere comunale Nap-FdI Maurizio Nerini, che in una nota ha raccontato la sua esperienza: "In ospedale con mia madre 88enne per un'operazione chirurgica mi rendo conto che l'uso della televisione nelle stanze dei degenti nel nostro nosocomio è già o lo sarà tra poco a pagamento. Trovo la cosa schifosamente ingiusta".

Nerini nei giorni scorsi ha scritto che "quando si è all'ospedale la televisione svolge una funzione sociale, di distrazione, alleviando la pena della situazione, quindi se per l'uso obbligatorio delle cuffiette per l'ascolto sono d'accordo, davvero non lo sono per quanto rigurda la visione a pagamento. Tanto tanto le pay tv, o eventuali servizi internet, ma sono assolutamente contrario al pagamento dei canali nazionali Rai. Il fatto che questo odioso balzello sia attivo in altre strutture in Italia non giustifica il comportamento della sanità toscana che si dice al top internazionale".

Non è tardata la risposta dell'Aoup ieri, 9 dicembre: "L'adesione dell’Aoup alla gara regionale Estar per la fornitura del servizio di intrattenimento tv per i pazienti negli ospedali è stata motivata dall'esigenza di dover rinnovare completamente la dotazione di apparecchi televisivi nelle degenze. Molte ne erano sprovviste, mancavano gli impianti satellitari, ma soprattutto i televisori esistenti non erano più compatibili con la piattaforma del digitale terrestre e quindi, nella stragrande maggioranza dei casi, non erano più funzionanti". Nell'ottica del nuovo ospedale l'azienda ha inteso anche risolvere potenziali problemi di convivenza, con la previsione delle cuffie obbligatorie. 

L'operazione, prosegue l'Aoup, "avrebbe rappresentato una spesa consistente per l'Azienda (alla quale si somma il pagamento del canone), e per un ospedale il comfort alberghiero è senz'altro importante ma secondario rispetto alle priorità assistenziali. Ecco perché al momento si è optato per l'adesione all'offerta della ditta aggiudicataria della gara regionale, che ha garantito la fornitura gratuita di circa 1000 apparecchi televisivi (uno per ogni singolo posto letto), tutti completi di impianto satellitare, e che prevede un costo di 2 euro giornalieri a posto letto per la fornitura del pacchetto base che consente la visione di tutti i canali del digitale terrestre. C'è poi un tariffario per l'accesso a ulteriori pacchetti. Esiste comunque un canale gratuito che l'Aoup riempirà di contenuti informativi sull’ospedale utili per i pazienti".

L'azienda ospedaliera conclude dicendo che "per l'Aoup questa scelta, che non prevede impegno di risorse pubbliche e dove il rischio di impresa è a carico della ditta aggiudicataria, qualora l'adesione dei pazienti non riuscisse a coprire i costi del loro investimento, rappresenta senza dubbio un'innovazione importante dal punto di vista tecnologico. Oltretutto si tratta di un sistema flessibile che potrà essere anche migliorato nel corso degli anni con ulteriori agevolazioni nella fruizione del servizio".

Maurizio Nerini non è convinto della posizione espressa dall'Aoup. In una nuova nota di oggi, 10 dicembre, scrive: "Aoup dice 'dovevamo comprare i televisori nuovi quindi li facciamo pagare ai malati!'. Siamo alla follia. Certo che la ditta assegnataria garantisce la fornitura gratuita di 1000 apparecchi tv, ci mancherebbe, ma a fronte si un investimento minimo, non so se ci si renda conto del business potenziale: 2 euro per 1000 apparecchi il giorno fanno 60mila al mese, 730mila l'anno... viva l'imprenditoria, ma qui si fa sulle spalle delle famiglie e dei ricoverati! Nessuna risposta arriva però sul fronte del servizio pubblico dei canali Rai che devono obbligatoriamente essere di libera visione. La cosa non pare davvero opportuna".

Sul caso è intervenuta anche la consigliera regionale 5 Stelle Irene Galletti: "E' assurdo pretendere che un paziente ospedaliero debba pagare per vedere la tv. Non è ammissibile che le spese per rinnovare gli apparecchi vengano fatte ricadere sui pazienti. E' vero che non si tratta di un servizio essenziale, ma proviamo a metterci nei panni di un lungo degente costretto a passare giornate intere immobile nel suo letto, senza la possibilità di avere un poco di intrattenimento o informazione televisiva se non pagando l'ennesimo balzello. No, lo trovo decisamente ingiusto e chiederò ulteriori spiegazioni alla Regione Toscana".

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