Il Tennis Club Pisa dice addio alla struttura di Barbaricina

Il bando di affidamento è stato vinto dalla società Torretta White di Bientina, in mezzo anche un ricorso al Tar

Il Tennis Club Pisa ha ceduto stamani, 9 gennaio, l'impianto sportivo comunale che gestiva fin dalla sua realizzazione, negli anni '50, alla società Torretta White di Bientina, che ha presentato la migliore offerta nell'apposita gara indetta dal Comune di Pisa a primavera, dopo la scadenza della concessione. E' l'ex presidente Gabriele Orsini a parlare: "La gara ha avuto momenti d'incertezza per l'affidamento, ma poi l'apposita commissione ha sancito la vittoria della società bientinese con decorrenza dall'inizio dell'anno nuovo e così stamani si è conclusa la vicenda con la consegna delle chiavi al nuovo gestore, dopo che il Tennis Club Pisa aveva proposto ricorso al Tar perché aveva ravvisato alcune irregolarità nella gara chiedendone la sospensiva, che però il Tar ha respinto".

"I numerosi soci e il consiglio direttivo - prosegue Orsini ripercorrendo la vicenda - delusi e preoccupati dall'esito della vertenza, avevano allora richiesto una moratoria in attesa della sentenza definitiva fissata al 24 marzo e in questo senso si era espressa anche la Giunta, ma gli uffici e la società non hanno accettato e anzi hanno insistito per la consegna esigendo anche che l'immobile fosse consegnato libero da cose e persone. La pretesa avrebbe costretto il Club a dover recuperare un magazzino per ricoverare tutti i mobili dell'arredo, le attrezzature del bar ristorante, della palestrina e il pallone pressostatico: una spesa enorme e inutile che l'assemblea dei soci ha respinto ed ha dato mandato al consiglio per una trattativa che ha previsto la rinuncia al ricorso al Tar, in cambio dell'acquisizione di tutto il materiale presente, in cambio di una somma d'indennizzo".

"Si conclude così un'altra storia pisana di perdita di tradizioni sportive - dice Orsini - che ha visto crescere su quei campi la campionessa italiana di doppio nonchè capitano della squadra di Coppa Davis femminile Nicla Migliori e tanti altri eccellenti giocatori, sfornati da una scuola di tennis diretta dal tecnico federale Dini con i suoi cento allievi costretto a cercar casa fuori città. Delusione fra i circa 200 soci del Club per l'esito della vicenda e della scarsa attenzione riservata dalla proprietà alla storia sportiva cittadina, che annoverava il Tennis Club Pisa fra i circoli sportivi più frequentati da ragazzi, da giovani, da gente di tutte le età e anche come presidio di aggregazione di quartiere e che aveva ristrutturato a propria cura e spese il vecchio impianto con un mutuo del Credito Sportivo, garantito dal Comune ai tempi dell'assessore Cerri e stipulato dal presidente Aldo Diddi".

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