Cronaca

Tenta il suicidio per un virus sul pc: si era fatto prendere dal panico

Il virus si chiama Ransomware: manda in blocco il computer e informa l'utente che ha effettuato l'accesso ad un sito illegale. Vengono utilizzati anche i loghi delle forze dell'ordine. Ecco tutte le informazioni utili

Ha tentato di impiccarsi a causa di un virus che ha infettato il suo pc, ma è stato salvato in extremis dai familiari che hanno trovato un biglietto sospetto. La vicenda vede protagonista un pisano 42enne. Mentre navigava sul web, ha ricevuto uno strano messaggio, con tanto di simbolo delle forze dell'ordine, che avvisava l'utente di essere entrato in un sito illegale. Il computer è andato in blocco. L'uomo è andato nel panico, ha gettato il pc e ha avvertito la Polizia Postale che ha offerto rassicurazioni. Ma nonostante tutto la paura ha prevalso su tutto, così il 42enne ha tentato di togliersi la vita.

PER SAPERNE DI PIU'

Si chiama Ransomware ed è un virus che sotto le spoglie della Polizia Postale avvisa che il computer dell’utente ha effettuato un accesso ad un sito illegale, blocca il pc e richiede una multa.
La Polizia di Stato ha messo in guardia gli internauti indicando una serie di misure anti truffa. Numerose le denunce dei malcapitati nelle ultime settimane.
Il virus dirotta l’utente su una pagina presente su un server russo con la quale si tenta di trarre in inganno i cittadini facendo leva sulla scarsa conoscenza informatica. Il virus riesce a bloccare il computer facendo apparire una pagina di avviso da parte di organi istituzionali (Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Postale) relativa a presunte “attività illegali” commesse dall’utente e la richiesta di un pagamento di una multa di 100 euro, da eseguirsi per via elettronica, per il ripristino dell’intero sistema operativo.

Il blocco del computer, secondo la truffa, serve per troncare l'attività illegale ed i 100 euro sono necessari per ottenere un codice di sblocco. Il pagamento può avvenire attraverso ricariche di carte prepagate oppure tramite telefonate a numerazioni a tariffazione maggiorata.
"Trattandosi nella realtà di un codice malevolo installatosi nel sistema operativo interessato - ha dichiarato la Polizia di Stato - si consiglia di non cliccare su eventuali link riportati, di aggiornare il proprio antivirus e nel caso tale procedura non fosse possibile, si consiglia di contattare un tecnico informatico al fine di risolvere la problematica in questione".
L’autorità ha anche dispensato una serie di indicazioni e consigli per la rimozione del problema in modo autonomo.
"Una volta ravvisato il problema - si legge nelle indicazioni - occorre spegnere il computer in maniera meccanica, togliendo l’alimentazione e poi riavviare il pc. A quel punto dovrebbe apparire una pagina di comando in Dos ed è sufficiente procedere all’avvio in modalità provvisoria con il tasto F8. L’utente, poi, scegliendo il tasto Start si troverà di fronte ad un file che ha il nome wpbto.dll e che, una volta selezionato, potrà essere trascinato nel cestino".
A quel punto, ha suggerito la Polizia, si può riavviare il pc in modalità normale ed eseguire una scansione programmata antivirus.

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