Coronavirus e plasmaterapia: "Paziente guarito in tre giorni"

Partita nei giorni scorsi la sperimentazione coordinata a livello regionale dal professor Francesco Menichetti, direttore di Malattie infettive dell'Azienda ospedaliera universitaria di Pisa

Il professor Francesco Menichetti

Una rondine non fa primavera. Tuttavia l'inizio della sperimentazione della plasmaterapia sui malati Covid-19 lascia ben sperare. Il trattamento vuole testare la possibilità di curare i malati di Covid-19 con il plasma dei guariti. A coordinare la sperimentazione a livello regionale è il professor Francesco Menichetti, direttore di Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera universitaria di Pisa. "La sperimentazione è partita da poco - spiega Menichetti - abbiamo appena staccato gli ormeggi tuttavia i primi risultati sono incoraggianti".

La terapia è stata testata nei giorni scorsi a Cisanello su un malato di Covid-19 con risultati quantomeno significativi: il paziente è infatti guarito nel giro di circa 72 ore. "Il paziente ha tollerato bene le due infusioni di plasma ricavato da pazienti guariti - prosegue Menichetti - e il tampone positivo è diventato rapidamente negativo in 3 giorni, con la comparsa di anticorpi al virus che prima non aveva. Si tratta di un dato preliminare, ma sicuramente incoraggiante".

In realtà sono in totale 5 i pazienti in Toscana che, per il momento, si sono sottoposti a questa terapia, ma uno solo rientra nel protocollo della ricerca. Gli altri 4 (1 a Pisa, 2 a Viareggio e 1 a Firenze) ne hanno beneficiato per "uso compassionevole" con i risultati che non sono ancora disponibili. "Il protocollo - continua Menichetti - prevede che la cura possa essere testata su pazienti di gravità moderata. In condizioni più gravi la procedura non viene attivata. Tuttavia il trattamento può essere disposto per 'uso compassionevole' se il medico curante ritiene che possa giovare al paziente. Vedremo nei prossimi giorni se anche nel loro caso la terapia darà gli effetti sperati".

Annunciata ai primi di aprile, la sperimentazione è rimasta senza pazienti per circa un mese. Ci sono inoltre difficoltà a reperire donatori idonei: "Il donatore - conclude Manichetti - deve presentare determinate caratteristiche, tra cui quella di essere convalescente e in buona condizione di salute, oltre ad avere la presenza di anticorpi neutralizzanti. Insomma c'è una griglia di selezione molto rigorosa per cui alla fine dei conti solo il 20-30% dei potenziali donatori risulta idoneo alla terapia. Per questo invito tutti i potenziali donatori a presentarsi presso le nostre strutture".

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