"Screening di massa, test sierologico anche su richiesta del medico di famiglia"

La nuova ordinanza regionale estende la casistica delle analisi gratuite. Rossi: "La Toscana ha retto l'urto del Coronavirus"

La Regione Toscana ha varato la terza ordinanza sui test sierologici che amplia ad altre categorie la possibilità di fare gli esami gratuitamente, con un ruolo più forte dei medici di famiglia

"Avevamo promesso di fare screening di massa - afferma il governatore Rossi - questa ordinanza estende il test sierologico ad altre categorie a rischio, e prevede che possano prescriverlo anche i medici e pediatri di famiglia. In Toscana seguiamo la regola delle tre T: testare, trattare, tracciare. Per riuscire a evitare ritorni di contagi, ed eventualmente contenere e spegnere i focolai, l’unica strada è questa. Che poi è la stessa linea che ha preso anche il governo nazionale. Un lavoro cruciale, importantissimo, che ha una valenza sanitaria, ma anche economica e sociale".

L'annuncio è avvenuto in conferenza stampa, la prima dopo lo stop, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, assieme all’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, al direttore dell’assessorato Carlo Rinaldo Tomassini, al segreteriao regionale della Fimmg Alessio Nastruzzi, e al direttore del laboratorio di virologia di Careggi Gian Maria Rossolini.

Non sono mancati i ringraziamenti a tutti gli operatori della sanità toscana: "Anche grazie a loro la nostra regione ha retto all’urto. Non siamo perfetti, ma abbiamo affrontato bene questa emergenza. Per due mesi l’attività è rimasta ferma, gli ospedali lavoravano solo per il Covid, facevano solo le urgenze. Dal 4 è ripartita, ma è un processo che avrà i suoi tempi. Sperando che non ci siano ritorni di focolai".

"Man mano che andremo avanti - ha spiegato Rossi - potremo aggiungere anche altre categorie fra quelle indicate. Il test sierologico serve a far emergere un certo numero di casi che altrimenti non emergerebbero". L’ordinanza prevede che il medico o il pediatra di famiglia possa richiedere il test sierologico per i pazienti che manifestino o abbiano manifestato sintomi di Covid-19. Che in caso di test positivo o dubbio, sia effettuato nel più breve tempo possibile il tampone, massimo entro le 24 ore. Che possano fare il test, a spese proprie, anche i lavoratori che, pur non rientrando tra le categorie che ne hanno diritto gratuitamente, abbiano contatto con il pubblico per la propria attività.

Test sierologici: positivo lo 0,5% del campione

Le casistiche e categorie

- contatti stretti di casi positivi;
- studenti universitari delle facoltà sanitarie che abbiano accesso all’interno di strutture sanitarie e socio-sanitarie;
- medici ed infermieri operanti come libero professionisti; 
- odontoiatri libero professionisti; 
- tabaccherie;
- i magistrati ed il personale amministrativo delle giurisdizioni ordinaria, amministrativa e contabile che hanno rapporti con il pubblico;
- operatori ed ospiti delle strutture di accoglienza per migranti;
- maestri, insegnanti e personale delle scuole di ogni ordine e grado e personale afferente agli asili nido e campi estivi al momento della ripresa delle attività.

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Qualora l’esito del test sia positivo o dubbio, deve essere effettuato nel più breve tempo possibile il test diagnostico molecolare (tampone rinofaringeo), per poter adottare con celerità le misure di prevenzione e di trattamento necessarie per la salute dell’individuo e della collettività. Per questo, in caso di test positivo, il cittadino è invitato a chiamare il numero verde unico regionale 800 55 60 60, che lo indirizzerà nella sede più vicina dove effettuare il tampone, con la garanzia dell’esito entro 24 ore.

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