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Cronaca

Pisa contro la pena di morte: la testimonianza di Bill Pelke

Nella Chiesa di San Matteo il nipote della donna uccisa a coltellate nell'Indiana da una ragazzina condannata alla pena di morte. Chiofalo: "Nulla cambia quando l'odio genera odio"

"Immaginavo le lacrime solcare le guance di Nana, sapevo che Nana non avrebbe voluto che il nonno di Paula Cooper passasse attraverso quel dolore di perderla, e di perderla sulla sedia elettrica a quindici anni ... sapevo che Nana volesse da me lo stesso amore e compassione che lei avrebbe avuto". Le parole di Bill Pelke, nipote di 'Nana' Pelke, uccisa dalla quindicenne Paula Cooper, condannata a morte. Paula Cooper pugnalò 33 volte Nana in un pomeriggio di fumo e alcool con altre compagne di scuola, alla ricerca di soldi per giocare ai videogames.

Oggi a Pisa la campagna internazionale promossa dalla Comunità di S. Egidio e patrocinata dal Comune di Pisa che fa parte del circuito delle 'Cities for life' contro la pena di morte.

Protagonista dell’appuntamento di quest’anno appunto è stato Bill Pelke di Journey of Hope.
Bill, dopo un primo momento in cui sosteneva la pena di morte per Paula, ha cambiato idea ed ha strenuamente combattuto perché la condanna fosse commutata. La sua azione in difesa della vita ha avuto successo ed oggi Paula Cooper sconta una pena a 60 anni di reclusione.

“Con Bill Pelke, la Comunità di Sant'Egidio e 100 attentissimi e partecipi studenti del 'Matteotti' di Pisa e del 'Fermi' di Pontedera, come ogni anno nella campagna 'Cities for Life' - ha scritto l’assessora Marilù Chiofalo presente all’iniziativa insieme al presidente del Consiglio Comunale Ranieri Del Torto - per capire, nella Toscana di Leopoldo che per prima ha abolito la pena di morte, che la vita non è contrattabile, che le trasformazioni personali e sociali sono il risultato di un processo educativo, che ognuno deve avere una possibilità di rimediare ai propri errori, semplicemente perché, come accadde a Paula, chi riceve una opportunità acquista il più grande potere di trasformare se stesso/a e le altre persone per generare cambiamenti straordinari, e trasformare l'odio in amore, mentre nulla cambia quando l'odio genera odio. L'impegno di ciascuno di noi - ha prosegito Chiofalo - può fare la differenza, come è stato per Rosa Parks per cambiare leggi discriminatorie, così può essere per le altre battaglie solo apparentemente impossibili di cui ci stiamo occupando: l'abolizione della pena di morte con 'Cities for Life' e l'abolizione delle armi nucleari con Senzatomica e Pisa Non Dimentica Hiroshima e Nagasaki. L'impegno personale, l'impegno civile rimane il fattore azzerante”.

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