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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca Pontedera

Crisi Tmm Pontedera: i sindacati chiedono maggiore impegno alla Piaggio

Cgil e Usb, con interventi ed idee diverse, ritengono che la multinazionale pontederese debba comunque rilanciare strategie locali, anche a tutela dei posti di lavoro

In vista dello sciopero del 4 settembre dei metalmeccanici, sul caso Tmm Pontedera, dove 85 dipendenti sono col fiato sospeso per la paura della perdita del lavoro, intervengono il Segretario generale Fiom Toscana Massimo Braccini e le federazioni di Pisa e Livorno dell'Unione Sindacale di Base.

Fiom Cgil

"L'azienda Tmm - riflette Braccini - ha avuto un comportamento riprovevole ed inaccettabile, non si possono trattare in questo modo le persone che lavorano facendogli trovare il cancello chiuso e lasciandole a spasso. I lavoratori in presidio permanente da oltre venti giorni si stanno battendo con onore per salvaguardare il loro posto di Lavoro. A tutti noi spetta la capacità di trovare un'alternativa che garantisca una prospetta lavorativa a tutti i lavoratori, ma si rende necessario anche avere un'ottica di visione complessiva di tutto l'indotto che ruota intorno alle due ruote e alla Piaggio".

Per tutelare le imprese locali "non è più sufficiente - spiega il segretario - solo far riferimento esclusivamente alla casa di Pontedera. La Piaggio ovviamene deve far conoscere le sue strategie! La parte italiana della Piaggio a nostro avviso risente di minori investimenti rispetto agli altri stabilimenti del gruppo nel mondo, ma questo non vuol dire che siamo condannati ad una difesa senza prospettive e non possiamo incidere per modificare la situazione. La ricerca continua dell'abbattimento del costo del lavoro e l'idea che produrre altrove parti di lavorazioni comporti minori costi non è detto che sia fondata e va valutato anche concretamente cosa hanno comportato le esternalizzazioni di lavorazioni in termini di qualità dei prodotti. Non a caso molte imprese in altri settori hanno rivisto le loro strategie e riportato lavorazioni dall'estero".

Sarebbe quindi necessario che la Piaggio si impegni sul proprio territorio: "L'indotto legato alle due ruote deve risentire di un preciso progetto prima che si sgretoli azienda per azienda, comprendendo quali produttori vi sono oggi in Italia, quali cambiamenti sono avvenuti, come immaginiamo il trasporto del futuro e soprattutto va definita una condizione di vero e proprio 'distretto' che può offrire lavorazioni specializzate e qualitative. Per quanto ci riguarda metteremo in campo tutte le azioni necessarie affinché si dia una risposta complessiva al rilancio dell'indotto e della stessa Piaggio e ci mobiliteremo per la tutela occupazionale dei lavoratori Tmm e della loro dignità".

Unione Sindacale di Base

La Rsu ed il Coordinamento Usb Piaggio chiamano a raccolta i lavoratori per fare fronte comune. "Crediamo - scrivono in una nota - sia importante che i lavoratori dell'indotto e della casa madre siano uniti soprattutto nelle numerose vertenze che si sono aperte sul territorio per provare ad impedire la progressiva dismissione del polo Pontederese. Quando ci dicono che è meglio non 'attaccare' pubblicamente la dirigenza Piaggio perché altrimenti si rischia di non farla partecipare ai tavoli di trattativa in realtà stanno semplicemente nascondendo la loro collusione di interessi e i loro accordi sottobanco. Come si può pensare di trovare un acquirente se la Piaggio non garantirà le commesse? Come si può pensare che non sia responsabile quando l'85% della produzione era rivolta a Piaggio?".

"Non possiamo dimenticare - insiste l'Usb - le dichiarazioni pesantissime proprio di Colaninno quando all'esterno dello stabilimento gli operai delle Officine Ristori distribuivano un volantino. Disse chiaramente che la Piaggio non aveva nessuna responsabilità in merito alla crisi dell'indotto. Una falsità inaccettabile che andrebbe denunciata da tutti, compresi i rappresentanti istituzionali che da subito si sono recati davanti ai cancelli della Tmm. Inoltre abbiamo già sentito diversi soggetti parlare di accordi di programma per le aree di crisi. Una strategia palesemente fallimentare. Gli esempi Piombino e Livorno non bastano? Nonostante gli incentivi statali (voluti da Confindustria) neanche un posto di lavoro è stato creato. Per questo come organizzazione aderiremo allo sciopero con manifestazione di Lunedì 4 Settembre. Ma sia chiaro per noi questo è un inizio, un punto di partenza per salvare tutti gli 85 posti di lavoro. Ma deve servire anche aprire una vertenza direttamente con Piaggio sia per l'indotto che per la casa madre".

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