Giovedì, 17 Giugno 2021
Cronaca

"Tortura di Stato. In ricordo di Genova 2001": dibattito promosso da Rebeldìa per il 21 luglio

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Nella serata di lunedì 21 luglio, alle ore 21 presso il giardino della Biblioteca di Storia e Filosofia (Via Paoli, 9), il Progetto Rebeldia organizzerà un dibattito dal titolo “Tortura di Stato. In ricordo di Genova 2001”, per ricordare la dura repressione che si scagliò contro i movimenti sociali e per riflettere sulla tortura come dispositivo politico di repressione del consenso e della partecipazione politica pubblica. Gli ospiti che si confronteranno su questo tema saranno lo storico Adriano Prosperi, Checchino Antonini, giornalista di PopOff e attivista di ACAD (Associazione contro gli abusi in divisa), e Chiara Marigliano, laureanda con una tesi sul reato di tortura della redazione di Sherwood.

Vi è un luogo comune che considera l'abuso poliziesco un “fatto eccezionale”, un atto compiuto da poche mele marce all'interno di un'istituzione integerrima preposta alla difesa della sicurezza dello
Stato e dell'interesse generale dei cittadini. Nonostante i ripetuti casi di violazioni dei diritti umani operati dalle forze di polizia, questo punto di vista continua a esercitare un forte peso nel dibattito e nella mentalità diffusa, tanto da influenzare l'incapacità del Parlamento italiano di applicare le norme in materia di diritti dell'uomo ratificate a livello europeo e internazionale.

Non crediamo sia possibile negare che le forze di polizia, quando sono attraversate da indagini e inchieste, tendano sempre a chiudersi “a riccio” , e che lo spirito di corpo si traduca spesso nella formazione di un fronte compatto che, a prescindere dalle violenze e abusi,
protegge i “suoi” uomini. A questa constatazione si deve aggiungere il triste primato dell'Italia: non avere una legge che definisca con precisione e quindi punisca i reati di tortura. Uno dei motivi principali per cui la magistratura non può sanzionare adeguatamente gli abusi commessi da chi è in divisa, con la conseguenza di un'impunità dilagante, vero e proprio deterrente nei confronti dell'impegno socio-politico e dell'attivismo della società civile.

Genova 2001 è stato per il nostro paese e per il mondo un evento traumatico, anche perché è giustamente ricordata come un capitolo di storia della tortura. Alla politica che nasce dal basso, alle istanze sociali lo stato italiano ha risposto con la brutalità della violenza nelle strade, e la sevizia nei luoghi di detenzione. Nella liberaldemocrazia italiana è emerso ancora una volta come certi punti di vista critici non siano ammessi, non abbiamo diritto di parola.

Il Progetto Rebeldia ha scelto di riflettere su questi temi senza nostalgia, ma con la volontà di guardare al passato per trasformare e capire il presente. Essere capaci di rielaborare quel lutto significa poter ripartire – politicamente – con una nuova speranza, in nome di quegli ideali e valori che allora – profeticamente – furono in grado dicomprendere le cause della crisi economica che viviamo oggi.

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