La Toscana si sveglia 'arancione': cosa è permesso fare e cosa no

Da mercoledì 11 novembre la nostra regione passa in zona arancione con ulteriori restrizioni e limitazioni agli spostamenti. Ecco tutti i dettagli

La Toscana si è svegliata questa mattina, mercoledì 11 novembre, in zona arancione. Dalla mezzanotte è entrata in vigore infatti l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che segna il declassamento della nostra Regione che entra appunto nella fascia arancione insieme a Liguria, Basilicata, Umbria e Abruzzo.
I cittadini toscani dunque da oggi dovranno fare i conti con ulteriori misure restrittive utili per cercare di limitare i contagi da Covid 19 visto il difficile momento che il Paese, e la Toscana, stanno affrontando. Ieri il bollettino della nostra Regione ha segnato 2223 nuovi casi positivi con 54 decessi. Dei soggetti testati oltre il 30% è risultato positivo al Coronavirus.

Spostamenti e autocertificazione: cosa cambia per chi vive nelle regioni arancionizone italia 11 novembre 2020-2

Le novità non sono poche. Iniziamo col dire che il passaggio dalla zona gialla ad una arancione, cambiano le regole sugli spostamenti: è vietato ad esempio spostarsi in un altro Comune se non si ha un valido motivo (lavoro, salute o necessità) ed è vietato “ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati". Per uscire dal proprio Comune o Regione bisognerà dunque munirsi di autocertificazione, a patto di avere un buon motivo. Sono invece consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, così come è "consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza". Nessun problema neppure per spostarsi all’interno del proprio Comune dalle 5 alle 22: sarà possibile farlo senza la necessità di dover compilare l’autocertificazione. 

Bar e ristoranti: cosa cambia nelle zone arancioni

Altra novità importante riguarda le attività di ristorazione. Nelle regioni arancioni è vietato il servizio all’interno di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta però consentito il servizio di consegna a domicilio senza limiti e fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. 

Cosa si può fare nelle regioni arancioni? Le faq del Governo

Sul sito di Palazzo Chigi, c’è una sezione apposita con le frequently asked questions (Faq) per chiarire eventuali dubbi dei cittadini.  Ad esempio: 

"È consentito entrare o restare all’interno di bar, ristoranti e degli altri locali adibiti alla ristorazione (pub, gelaterie, pasticcerie…), se è sospeso il consumo di cibi al loro interno?". La risposta a questa domanda in linea di massima è affermativa, ma all’interno di questi locali si può sostare solo "per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto". Il Governo chiarisce che nelle zone arancioni (e anche in quelle rosse) restano invece aperti i ristoranti degli alberghi ma solo per i clienti che vi alloggiano. "Quindi è consentita (senza limiti di orario) la ristorazione solo all’interno dell’albergo o della struttura ricettiva in cui si è alloggiati".

Regioni arancioni: le misure adottate

La raccomandazione a non ospitare persone non conviventi

Per quanto riguarda gli spostamenti il Governo chiarisce che "riguardo alle abitazioni private, è fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza. È consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi”. 

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