Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Toscana in zona gialla, Giani: "Non è un libera tutti"

Invita alla cautela il presidente della Regione, dopo che il ministro Speranza ha ratificato nel pomeriggio di venerdì il passaggio di zona a partire dal 26 aprile

Tutta la Toscana ritorna in zona gialla dal prossimo lunedì 26 aprile, senza aree rosse o arancioni provinciali. La Regione, per atto del ministro della Salute Roberto Speranza, come atteso nel pomeriggio di ieri 23 aprile, passa di nuovo in zona gialla. Lo era stata fino al 14 febbraio scorso, quando era finita prima in zona arancione e successivamente in zona rossa.

Visto l'andamento discendente complessivo della curva epidemiologica, che fa registrare in Toscana 176 casi positivi su 100mila abitanti e un  Rt sceso a 0,88, e considerata la tenuta generale del sistema sanitario a livello ospedaliero e territoriale nelle tre aree vaste (centro, nord ovest e sud est), il presidente Eugenio Giani conferma la sua intenzione a non ratificare eventuali zone rosse o arancioni locali.

"Il passaggio in zona gialla è un segno della luce in fondo al tunnel - ha commentato - una notizia positiva che darà una boccata di ossigeno a molti settori della nostra economia duramente provati dalle chiusure e misure anti-Covid. Una notizia che coincide con l'uscita del nuovo decreto legge sulle riaperture e che offre così la possibilità di applicarlo subito. La zona gialla è una conquista, costata molti sacrifici e impegno da parte di tutti, a partire dai nostri ragazzi con le scuole chiuse o non a regime. Non dobbiamo sprecare questa opportunità di graduale e prudente ripartenza".

Insiste Giani: "Non è un libera tutti. Non dobbiamo abbassare la guardia. Confido nel senso di responsabilità, di cui i toscani hanno dato sempre prova. Dobbiamo continuare a fare attenzione, a rispettare le regole essenziali di contrasto alla diffusione del virus e continuare a vaccinarsi e a vaccinare. Su questo fronte continueremo a dare il massimo, seguendo le indicazioni nazionali e augurandoci che arrivino i vaccini nelle quantità necessarie, richieste più volte. Abbiamo già somministrato oltre 1milione e 100mila dosi. Ci sono, quindi, tutte le condizioni, perché la Toscana possa di nuovo ritornare a vivere, ad aprirsi agli altri e a ritrovare la sua dimensione sociale di comunità attiva e dinamica. Non sprechiamo questa occasione".

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