Tpl, Autolinee Toscane: "Sì al dialogo, ma nel rispetto delle regole"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Autolinee Toscane (AT) è sempre stata disponibile ad incontrare e confrontarsi con Mobit, anche se le attuali aziende hanno solo posto ostacoli, fornito risposte reticenti, frammentarie e parziali, costringendoci ad inviare decine di istanze per ottenere informazioni e accessi. E questo nonostante le procedure fossero definite, concordate e sottoscritte da tutti i soggetti. Se, dopo 7 anni, c’è un’apertura al dialogo, siamo contenti e pronti a sederci ad un tavolo.

Ma, come sempre, ci atterremo a ciò che è contenuto e precisato in tutti gli atti di gara, che prevedono il passaggio di dipendenti, beni e mezzi. La proposta avanzata da Mobit di acquisire i rami d’azienda è illegittima e non prevista. Quindi non può essere accolta. Lo dice la legge regionale 42/98 e lo dice la gara, che definisce obblighi precisi, peraltro condivisi da tutti, in cui si parla sempre e solo del trasferimento di beni e mai di aziende. Questa è l’unica via legittima e percorribile.

Zavanella e Gori dovrebbero ricordare che nel 2015 tutte le aziende, su espressa richiesta della Regione, hanno prodotto perizie dei loro beni, manifestato la scelta di trasferire i beni (in proprietà o locazione), confermato l’obbligo a trasferire detti beni (non le aziende) al gestore subentrante, vincitore della gara. Una eventuale modifica sarebbe illegittima, contraria alla legge regionale, al codice dei contratti pubblici, a quanto previsto nel bando di gara e pertanto sanzionabile dall’Anac, dall’Agcm oltre che dalla Corte dei Conti e dal Tar.

Rispetto alle preoccupazioni di disperdere il know-how maturato dalle attuali aziende, vogliamo tranquillizzare tutti. Le competenze non saranno disperse ma valorizzate. Il vero know-how sta nell’esperienza del personale, nelle capacità acquisite, nella professionalità dei quadri, in quella dei conducenti, dei meccanici, degli impiegati che ogni giorno fanno funzionare il servizio. E tutto questo sarà tutelato e garantito con il trasferimento dei 5.335 dipendenti, tra autisti, personale di manutenzione e amministrativi.

Proprio per questo, dalla firma del contratto, abbiamo deciso di mettere a disposizione di tutti i dipendenti una mail (lavoro@autolineetoscane.it) attraverso cui potranno rivolgersi ad AT per chiarire dubbi, incertezze e chiedere informazioni su cosa accadrà nei prossimi mesi. Il personale è la nostra principale risorsa, al centro di progetti formativi e percorsi meritocratici, che contribuiranno a migliorare le condizioni di lavoro e del servizio.

Passaggio dei beni (bus e immobili), valorizzazione del personale e delle competenze sono la garanzia per garantire la continuità del servizio. Un percorso tracciato, condiviso e sottoscritto che però Mobit continua ad ostacolare con atteggiamenti che sembrano avere come unico scopo quello di allungare i tempi di una gara che si prolunga da oltre 7 anni, provocando incertezze e disservizi. E questo nonostante che il Tar, poi la Corte di Giustizia Europea e infine anche il Consiglio di Stato abbiano confermato correttezza e regolarità.

Comportamenti ostativi che sono già all’attenzione dell’Autorità di Garante della Concorrenza e del Mercato. Pensare oggi di cambiare regole e condizioni (a gara conclusa) con nuove proposte oltre ad essere illegittimo, potrebbe condurre a pesanti sanzioni, da parte dell’Agcm, a danno delle attuali aziende che gestiscono il servizio.

Con AT, aggiudicatrice di questa gara, arriveranno solo vantaggi: oltre 500 milioni di investimenti, minore spesa pubblica per il funzionamento del trasporto pubblico (6 milioni di euro di risparmi), garanzie occupazionali per tutto il personale, miglioramento del servizio per gli utenti.

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