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Traffico di droga: 23 misure cautelari fra Livorno, Pisa e Roma

L'operazione si chiama 'Nicole Kush' ed ha visto i Carabinieri ricostruire i passaggi fino ad organizzazioni criminali della Capitale

In 23 sono destinatari di misure cautelari fra Livorno, Pisa e Roma per un'indagine sul traffico della droga. L'ordinanza è stata eseguita questa mattina, 9 ottobre, con altre 5 persone che risultano indagate in stato di libertà. Nel corso delle investigazioni sono state 6 le persone tratte in arresto in flagranza e 3 quelle deferite in stato di libertà. Sono stati rinvenuti e sequestrati circa 90 grammi di cocaina, 50 di hashish e 15 di marijuana. Sono oltre 60 gli assuntori che hanno acquistato la droga dagli indagati, tra cui tra cui 4 minori. Gli episodi di cessione dello stupefacente documentati sono state oltre un centinaio, per un volume di affari di decine di migliaia di euro.

L'operazione si chiama 'Nicole Kush' ed è stata diretta dalla Procura di Livorno, con coinvolti i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Livorno e della Compagnia di Cecina nelle province di Livorno, Pisa e nella Capitale, con il supporto dell’Arma territorialmente competente, del Nucleo Cinofili di San Rossore e del Battaglione 'Toscana'. L'articolata indagine ha preso avvio nel gennaio 2019 dopo il sequestro di un quantitativo della pregiata tipologia di marijuana ibrida denominata 'Nicole Kush', da qui il nome dell'indagine.

Le investigazioni hanno accertato che due italiani, un 28enne di Rosignano Marittimo ed un 30enne di Cecina, erano dei veri e propri broker del traffico di droga nella Val di Cecina. Non solo marijuana ma anche cocaina e hashish. I due vendevano la droga al dettagli direttamente ad alcuni consumatori della zona ma, soprattutto, commercializzavano importanti quantitativi delle diversificate tipologie di stupefacenti a circa una ventina di altri pusher che, a loro volta, cedevano la droga ad assuntori locali. I due principali indagati avevano la disponibilità di una vera e propria base logistica: un ricovero di fortuna ben attrezzato per occultare la droga e per effettuare le operazioni di taglio e confezionamento. La base era all’interno di un’area rurale recintata, in località Mazzanta a Rosignano Solvay.

Sul fronte dell'approvvigionamento della cocaina gli investigatori labronici hanno identificato una compagine composta da cittadini albanesi, dimoranti nel cecinese, a sua volta collegata ad una banda di connazionali residenti a Roma. Nel corso delle indagini sono stati documentati i viaggi degli indagati albanesi che si sono recati nella Capitale per rifornirsi di cocaina. Nell'estate del 2019, un loro connazionale giunto a Cecina è stato tratto in arresto dai Carabinieri della locale Compagnia. L’uomo era sfuggito all’esecuzione di un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Roma perché ritenuto appartenente ad un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti operante nei quartieri romani di Tor Bella Monaca e San Basilio. Dopo il suo arresto la compagine albanese stanziata in Val di Cecina ha continuato ad approvvigionarsi di cocaina dai connazionali egemoni nell’estrema periferia Est di Roma, trattandone la compravendita con il figlio 22enne.

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