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Cronaca

Traffico illegale di mezzi militari dall'Italia alla Somalia: arresti anche a Pisa

Individuata un'organizzazione criminale che portava via mezzi militari dismessi senza togliere le dotazioni 'da guerra'

All’alba di stamani, 4 ottobre, a conclusione di una complessa indagine coordinata dalla DDA di Firenze, la Polizia ha arrestato i componenti di un’organizzazione criminale specializzata nel trasferire, dall’Italia alla Somalia, mezzi militari dismessi, ma non demilitarizzati, ovvero non privati delle caratteristiche tipiche per l’utilizzo in scenari di guerra, come la torretta per il fuciliere, le luci oscurate, le gomme adatte ai terreni impervi e la vernice speciale che li rende non visibili di notte.

Gli investigatori del Compartimento Polizia Stradale della Toscana hanno scoperto che i membri dell'organizzazione, di etnia somala, dopo aver reperito i veicoli militari in tutta Italia, avvalendosi di una larga rete di complicità offerta da coindagati italiani (autodemolitori, trasportatori, spedizionieri), riuscivano a trasferire tali veicoli in Somalia, aggirando la rigorosa normativa italiana che parifica i veicoli militari ai cosiddetti materiali di armamento, vietandone la cessione e l’esportazione in assenza di apposite autorizzazioni ministeriali, e soprattutto violando la normativa internazionale (recepita dall’Italia), che ha disposto l’embargo verso la Somalia, vietando in modo assoluto il trasferimento in tale paese di veicoli militari. 

Gli indagati erano operativi in Toscana, Campania, Calabria, Emilia-Romagna e Sicilia ed avevano messo in piedi una fitta rete di rapporti per acquistare camion fuori uso dell’Esercito Italiano, per poi trasferirli in Somalia, dove l'organizzazione criminale era ben radicata. Gli inquirenti hanno costantemente monitorato la strategia dei malviventi, scoprendo che, per eludere i controlli doganali divenuti sempre più stringenti, avevano modificato la loro tattica. Infatti, anziché caricare sui container i camion interi e spedirli in Somalia via mare, li smontavano o li tagliavano a pezzi, in modo da farli apparire, al controllo doganale, come pezzi di ricambio (munendosi a tal fine anche di false fatture o di false dichiarazioni di avvenuta bonifica ai fini ambientali), oppure li riverniciavano per nasconderne la natura militare. Una volta che il carico giungeva a destinazione, tutte le componenti venivano assemblate di nuovo, ricostituendo così i veicoli nella loro interezza. Poiché dall’Italia l’imbarco era divenuto sempre più difficile, a causa dei controlli doganali stimolati dalla stessa Polizia Giudiziaria che stava eseguendo le indagini, il sodalizio aveva deciso di non usare più i porti italiani, ma quello di Anversa, in Belgio, dove i veicoli militari venivano condotti via terra a bordo di tir, con il carico coperto da teloni.

Gli agenti hanno arrestato all’alba, tra le provincie di Firenze, Pisa e Trapani, 3 somali e un italiano, nei cui confronti la DDA di Firenze ha ottenuto dal gip del Tribunale, dr. Mario Profeta, le misure cautelari per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di materiali di armamento. L’operazione, denominata 'Broken Tank', non è finita poiché gli investigatori della Stradale e della Questura di Firenze, insieme a quelli della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura, dovranno esaminare tutte le informazioni acquisite durante le numerose perquisizioni effettuate stamattina a carico degli arrestati e di altri coindagati.


 

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