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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Cronaca

Trammino e nuova viabilità del litorale: la comodità di mettere a tacere sempre il tutto con attenuanti politiche, burocratiche o ambientali!

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Leggo sul giornale che “la realizzazione di una nuova linea ferroviaria per il litorale sarebbe confinata nell’ambito dei sogni impossibili” e che “non si possa certo parlare di ripristino, visto che da ripristinare è rimasto ben poco o nulla”. Leggo anche che finalmente qualcuno di importante (il sindaco) comincia a dire quello che sarebbe scontato dire sul litorale, cioè che sono più di 50 anni che il nostro waterfront aspetta infrastrutture e servizi moderni e adeguati alla domanda di mobilità e di turismo, sia per l’importanza del passato (che tutti conosciamo, ma preferiamo ignorare..), sia per i progetti di sviluppo in atto (colonie di Calambrone, Porto a Boccadarno, nuove residenze a Tirrenia…). La sacrosanta tutela del territorio da parte dell’Ente Parco non dovrebbe essere sinonimo di “ingessatura” per lo sviluppo e di negazione di qualsiasi piano concreto di modernità. Servono strade e parcheggi? Che si facciano e basta, senza tanta ipocrisia, altrimenti inutile investire sul litorale e prevedere un bel numero di nuovi residenti sul mare, se poi questi non hanno possibilità di arrivare a casa dignitosamente. Non credo che “perforando” Tombolo dall’Aurelia con l’apertura al transito del vione Vannini e del vione dei Porcari si facciano danni irreparabili all’ecosistema. I vioni sono già tracciati dal tempo dei Lorena e non occorrerebbe nemmeno abbattere alcun albero. Stessa cosa vale per l’allargamento di via Torretta (accesso vione della Bigattiera).

Il numero di automobili sul litorale (specie d’estate) è ben conosciuto (e in aumento) e la nuova viabilità sarebbe una ridistribuzione equa che alleggerirebbe Marina di Pisa e Tirrenia dalle famose file, garantendo un’accessibilità “a pettine” lungo i 9 km della nostra costa. Se poi si vuole criticare il fatto che ci siano troppe automobili procapite rispetto al passato, questo è un problema tutt’altro che pisano, ma italiano. Nel resto dell’Europa sono tutti molto più avanti di noi in fatto di trasporto pubblico. Ma noi avremmo un asso nella manica, una ferrovia già tracciata che non aspetta altro che essere ripristinata e ammodernata. I costi non sono esigui, ma non posso non pensare ad un paragone un po’ maligno: il People Mover tra Pisa Centrale e Aeroporto costerà 82 milioni di euro per 1.6 km di ferrovia (già esistente); ripristinare la ferrovia da Pisa Centrale a Calambrone costerebbe assai meno di 82 milioni di euro, e stiamo parlando di 21 km di binario! Allora, mi chiedo, è solo questione di soggetti interessati e di appetibilità o è soprattutto una questione di volontà politica? Perché non si fanno le adeguate pressioni sulla Regione, che continua a fregarsene delle cose che non riguardano il capoluogo? Un treno per il mare favorirebbe tutto la Toscana e non solo Pisa! Dunque non solo non “confinerei il Trammino nell’ambito dei sogni impossibili”, ma sono convinto che si possa attuare un ripristino quasi totale del tracciato (ovviamente ammodernato), sfruttando tutte le belle stazioni della linea, parte delle quali tutelate come beni architettonici di pregio al pari delle colonie elioterapiche di Calambrone. A breve uscirà una mia pubblicazione sulla ferrovia (passato, presente e futuro), che spero contribuisca ad aprire gli occhi su questa opportunità ancora oggi sempre valida, nonostante 50 anni di indifferenza. È un lavorone? A me sembra un lavorone correggere la profonda miopia di parecchie persone!

Fabio Vasarelli

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