Trasporto merci dalla gomma al ferro: "In 7 anni persi 64 posti di lavoro tra Pisa e Livorno"

Fit-Cisl contro la politica adottata da FSI e Merci Italia Rail: "Depotenzia il settore e vanifica gli investimenti in infrastrutture, a danno di salute e ambiente". Il 31 gennaio sciopero di 8 ore

"In 7 anni sono stati tagliati 500 posti di lavoro: 64 tra Pisa e Livorno". E' quanto rende noto Stefano Boni, segretario generale della Fit-Cisl Toscana in merito al trasferimento del traffico merci dalla gomma al ferro. "Il gruppo FSI e la società Merci Italia Rail - afferma Boni - a dispetto degli annunci roboanti di rilancio e sviluppo del trasporto merci ferroviario, hanno perseguito una politica di rinuncia e depotenziamento degli impianti e delle strutture, con ridimensionamento degli organici"

Boni fornisce quindi alcuni dati. "Dai circa 660 ferrovieri addetti al trasporto merci presenti nel 2012 - afferma Boni - siamo passati ai 270 del 2016 e ai 160 di oggi con un taglio di circa 500 posti di lavoro (-76 %) in appena 7 anni. Una situazione che stride con l’impegno finanziario della Regione Toscana, di RFI, del gruppo FS che in questi anni hanno fatto ingenti investimenti dal punto di vista di raccordi ferroviari e direttrici dedicate al trasporto merci su ferro. Basti pensare alla firma per la realizzazione dello scavalco ferroviario del porto di Livorno, con un investimento di circa 20 milioni della Regione e di circa 7 milioni di RFI, o alla realizzazione di un ulteriore tratto di binario, lungo circa 1,5 km che scavalcherà la linea ferroviaria tirrenica-Pisa-Roma alla stazione di Livorno per un costo di 2,5 milioni di euro. Esempi reali di come i soggetti interessati investano per raggiungere i parametri fissati dalla Comunità Europea per trasferire su ferro entro il 2030 il 30% e entro il 2050 il 50% del traffico merci in generale".

Dati che portano Boni a dire che "c’è qualcosa che non torna; e non bisogna farsi trarre in inganno dal leggero aumento del trasporto merci su ferrovia registrato nel 2018 in Toscana, dovuto solo ad un recupero sugli anni precedenti: di fatto non è un’inversione di tendenza, in quanto ancora oggi l’81% delle merci viaggia su gomma a danno del traffico, dell’ambiente e dell’inquinamento atmosferico"

Fit-Cisl chiede quindi "con forza un’inversione di rotta a Merci Italia Rail, attraverso maggiori assunzioni di macchinisti e tecnici polifunzionali (almeno 50), per rilanciare e consolidare il trasporto e lo sviluppo sul nostro territorio nonché assicurare futuro agli attuali occupati. In questa situazione, insieme alle altre organizzazioni sindacali, abbiamo dichiarato un primo sciopero di 8 ore per il 31 gennaio e non ci fermeremo finché non avremo rassicurazioni circa una inversione di marcia da parte di FS".

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"Le istituzioni a partire dalla Regione Toscana - conclude Boni - si attivino per chiarire quale siano le reali intenzioni di Merci Italia Rail sul nostro territorio e nello stesso tempo supportino, attraverso politiche di sviluppo e crescita, il trasporto delle merci su ferrovia. Altrimenti gli investimenti in infrastrutture viarie e ferroviarie, fatti in questi anni, non produrranno nessun beneficio reale. Su questo tema è necessario un confronto con tutti i soggetti interessati per predisporre un piano reale di sviluppo, mettendo al centro l’occupazione, l’economia sostenibile e la new green economy in tema di rumore, inquinamento e consumi.”

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