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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Trasporto pubblico, CTT Nord scrive alla Regione: "Da parte nostra nessuna incoerenza"

I rapporti tra il nuovo gestore unico Autolinee Toscane e l'azienda che serviva anche il territorio pisano rimangono tesi

Il dibattito sul servizio di trasporto pubblico locale da diversi giorni imperversa in tutta la Toscana. L’acquisizione da parte di Autolinee Toscane della gestione completa delle tratte ha generato un vasto fronte di critiche che ha coinvolto anche CTT Nord, fino al 31 ottobre gestore delle linee della zona nord ovest della regione. Il presidente dell’azienda, Filippo Di Rocca, respinge al mittente quelle che ritiene "affermazioni inaccettabili da parte del nuovo gestore", attraverso una lettera indirizzata non soltanto al presidente di AT Gianni Bechelli, ma anche al governatore Eugenio Giani, al presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, all’assessore regionale ai Trasporti Stefano Baccelli, ai soci di CTT Nord e a tutti i sindaci della zona gestita fino a pochi giorni fa dall’azienda.

"Il trasporto pubblico locale è una macchina complessa che deve essere erogata in modo diverso a seconda del territorio in cui opera e in base all'osmosi sociale ed economico tra i territori - sostiene Di Rocca nella missiva - insomma un 'vestito' che va calato a pennello sul corpo, un corpo in continuo movimento e cambiamento. Oltretutto la Toscana ha un territorio vasto, caratterizzato da centinaia di chilometri di coste, da un arcipelago, da Alpi e Appennini, da una città, Firenze, tra le 'capitali' del mondo, da numerose città capoluogo, da moltissime altre città importanti (Volterra, Pontedera, Montecatini) e da molti piccoli centri poco abitati, ma di grande valore storico; tratte che l'estate sono prese d'assalto dall'utenza che l'inverno si svuotano, altre che vivono il fenomeno inverso".

Poi l’affondo: "Quello che non possiamo tollerare è che si possa anche solo pensare che la CTT Nord abbia ostacolato il subentro. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato i board delle due società hanno tenuto un rapporto fondato su stima e rispetto reciproco (tutt’ora è così), le tecnostrutture delle due aziende hanno lavorato giorno e notte per affrontare le svariate e complesse questioni tecniche che si ponevano di fronte a loro. Eppure, nonostante un lavoro estenuante, continuiamo a leggere sulla stampa (ma nei quotidiani contatti tra le parti niente emerge) argomenti che offendono l'intelligenza di tutti gli attori in campo". "Proviamo almeno per una volta ad andare per ordine e a fare chiarezza, partendo dalla gara" puntualizza Di Rocca. "La gara è stata pensata male e ancora peggio progettata: è bene chiarire ancora una volta che la gara non prevedeva la cessione delle aziende toscane al vincitore ma solo, e sottolineiamo solo, la cessione dei beni a loro appartenenti. Quindi le aziende, tra cui CTT, dovevano cedere (e lo hanno fatto a fine luglio) tutti i loro beni destinati al TPL (autobus, officine, uffici, attrezzature) ad Autolinee Toscane alla quale tutto il personale doveva essere trasferito (come è stato fatto). Non dovevano essere trasferiti i contratti (salvo quelli di locazione) non dovevano essere trasferite liste dei fornitori. Non doveva essere trasferito il know-how aziendale".

Il presidente di CTT Nord continua: "La CTT ha deciso, d'accordo con i suoi soci, di prestare la massima collaborazione ad Autolinee Toscane. Come chiamare il fatto che sono state trasferite, su accordo delle parti, le liste degli abbonati, via via aggiornate ed è prevista un’ulteriore verifica nei prossimi giorni? Come chiamare il fatto che già dal 18 ottobre una cooperativa privata opera per conto di AT presso le nostre biglietterie per vendere abbonamenti e biglietti del nuovo gestore e che noi progressivamente abbiamo cessato di vendere i nostri, il tutto ancor prima del subentro? Come chiamare il fatto che prima del subentro il nostro servizio commerciale segnalava ad AT che già prima del 1 novembre presso gli sportelli da quest’ultima gestiti, si erano formate file di utenti e che sarebbe stato utile prendere immediatamente provvedimenti per evitare disagi nei giorni a seguire il subentro? Come chiamare il fatto che per circa due mesi il 'nostro' personale ha svolto decine di riunioni e centinaia di ore di corsi di formazione con AT in orario di ufficio?".

Gli interrogativi poi si spostano verso le istituzioni: “Alla Regione diciamo che ci saremmo aspettati una cabina di regia di quanto stava accadendo nel TPL, l'abbiamo richiesta più volte; abbiamo scritto tre volte al presidente della Regione non ricevendo risposta alcuna, domandando di essere ascoltati anche perché mentre si preparava il subentro, la CTT viveva una difficoltà finanziaria (ora superata) dovuta a diversi fattori tra cui la pandemia (17 milioni in meno di ricavi solo nel 2020), ma anche le somme dovute per il 'riequilibrio' 2018-2019 giunto solo ad ottobre; ed ancora molti milioni mancano all'appello. Probabilmente la cabina di regia avrebbe portato a capire ciò che con AT ci siamo detti ad uno dei tanti tavoli tecnici svolti nel mese di luglio: il subentro il 1 dicembre 2021 sarebbe stato un obiettivo realistico, il 1 novembre un obiettivo forzato, e così è stato”.

Filippo Di Rocca si sofferma anche su alcune notizie emerse negli ultimi giorni relative al territorio pisano: “La favola della emersione di ‘tratte fantasma extraurbane’ che avrebbe comportato l’aumento dei prezzi dei biglietti suscita l’ilarità di chi legge e merita solo poche parole di replica: il programma di esercizio è noto ad Autolinee Toscane fin dalla partecipazione alla gara ed è allegato al contratto di concessione. AT copre le stesse identiche tratte (con gli stessi orari) che garantiva CTT Nord. Se AT ha ritenuto di non dover firmare la convenzione con il Comune di Pisa e di dover invece aumentare le tariffe di alcune di queste tratte extraurbane è solo una sua scelta e una sua responsabilità. Da parte di CTT Nord non c’è stata alcuna incoerenza, alcuna malafede, alcuna contraddittorietà; evidentemente l’aumento delle tariffe è dovuta ad una scelta aziendale del nuovo gestore rispetto alla quale la CTT Nord è del tutto estranea".

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