Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca San Rossore

Scout a San Rossore: una pianta infestante fa...tribolare gli ambientalisti

E' volgarmente nota proprio con il nome di 'Tribolo' la fastidiosa pianta le cui spine si attaccano persino alle suole delle scarpe. La sua presenza è cresciuta nelle zone dove erano state montate tende e strutture durante la Route Agesci

Il 'Tribolo' a San Rossore

Oltre ai danni ambientali già noti, arriva il 'Tribolo' a non far passare notti tranquille agli ambientalisti che, riuniti in un comitato, hanno presentato un esposto in Procura contro il raduno scout di San Rossore. L'evento, che si è svolto nel mese di agosto, a detta dei difensori del parco, ha provocato ingenti danni all'area protetta, danni che portano i propri effetti ancora oggi. L'ultimo in ordine di tempo si chiama 'Cenchrus tribuloides', meglio nota, non a caso, con il nome appunto di 'Tribolo'. "Abbiamo notato che i prati stanno subendo una trasformazione molto veloce - afferma Alessandro Spinelli, uno dei promotori del comitato - soprattutto nelle zone più calpestate, quelle dove sono state collocate le tende e le varie strutture utilizzare durante la Route Agesci, si è sviluppata questa pianta, una infestante che era già presente nel parco ma che dopo agosto ha aumentato di molto la sua presenza, rendendo difficile persino camminare".

Osservata per la prima volta nel 1933 presso Venezia e pochi anni dopo in Versilia, questa pianta, chiamata anche 'Nappula delle sabbie', fino all’immediato dopoguerra era relativamente rara: il suo espandersi è parallelo al boom del turismo balneare degli ultimi decenni, diventando un’autentica piaga per bagnanti e campeggiatori.
"La sostanziale distruzione della vegetazione dei 'Cotoni' conseguente al maxi-raduno degli scout - sottolinea il professor Fabio Garbari - ha favorito la capacità diffusiva e colonizzatrice della 'Nappula delle sabbie'. Altro che 'aver lasciato San Rossore meglio di prima'! Ora nemmeno i cani con i loro proprietari potranno agevolmente passeggiare nella zona. Per non parlare della diffusione che gli animali del Parco favoriranno in tutto il territorio. Le acutissime spine degli involucri fruttiferi si attaccano persino alle suole delle scarpe, fungendo egregiamente da meccanismo di disseminazione. Sarei curioso di sapere come questa esotica invasiva e molesta verrà contrastata, visto che il direttore del Parco ha in mente di estirpare la innocua ed elegante yucca americana. E perché allora non eliminare le magnolie, il Poncirus trifoliatus, la Salpichroa origanifolia e altre specie alloctone che crescono nelle immediate vicinanze della Direzione a Cascine Vecchie?".

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