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Truffa e bancarotta fraudolenta per milioni di euro: denunciato

L'amministratore 60enne di una società di prodotti digitali ha posto in atto, secondo la Guardia di Finanzia, varie manovre per ottenere e 'far sparire' milioni di euro

Un 60enne residente a Pisa è stato denunciato dalla Guardia di Finanza di Treviso perché ritenuto responsabile dei reati di truffa e bancarotta fraudolenta, nella gestione di una società operante nel settore del commercio e della distribuzione di prodotti di digital technology, distributrice di prodotti di un notissimo brand statunitense. Il quadro parla di fornitori non pagati e incassi fatti arrivare su conti separati prima di fallire, con anche pagamenti 'preferenziali' a creditori scelti, per milioni di euro. 

L'indagine è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Treviso e svolta dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria. I militari hanno individuato una serie di operazioni aziendali che hanno avuto l'unico fine di distrarre, anche tramite l'interposizione di società di diritto estero, il patrimonio aziendale della società fallita, con un danno per i creditori esposti per oltre 16 milioni di euro.

Il 60enne amministratore dell'azienda aveva "pianificato la sua uscita - spiega la Guardia di Finanza in una nota - cedendo l'intera partecipazione a una società estera, al fine di sottrarsi alle responsabilità penali, ha fatto subentrare nella carica una improbabile 'prestanome' (una trentenne, residente in provincia di Caserta, ex pasticciera e ora beneficiaria del reddito di cittadinanza, denunciata anche lei), già titolare di altre società operanti nello stesso settore commerciale ma priva di qualsivoglia spessore imprenditoriale, riuscendo così a sottrarre alla società liquidità per 600mila euro, beni aziendali e rimanenze di magazzino per oltre 6 milioni di euro, oltre a effettuare pagamenti 'preferenziali' a vantaggio di alcuni creditori per 4,5 milioni di euro".

Nel corso delle indagini è emerso anche che l'amministratore, carpendo la fiducia di fornitori esteri che confidavano sulla solidità dell'azienda trevigiana, ha acquistato, con pagamento dilazionato in più soluzioni, prodotti informatici per oltre 3,5 milioni di euro. Dopo il pagamento della prima rata, però, le successive non venivano onorate, causando quindi un danno rilevante alle società straniere.

Perfino diversi istituti di credito sono caduti vittime dei raggiri dell'uomo, che aveva studiato un sistema ingegnoso per accumulare illecitamente liquidità. Secondo le Fiamme Gialle si è fatto concedere dalle banche oltre 2,8 milioni di euro a titolo di anticipazione sulle fatture emesse, salvo poi contattare i propri clienti indicando loro di pagare le fatture con versamenti su conti correnti accesi presso istituti di credito diversi.

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