Cronaca

Maxifrode nel settore dei carburanti: 12 arresti e sequestri milionari

L'operazione della Guardia di Finanza di Pisa ha consentito di sgominare un'associazione a delinquere composta da una ventina di persone, dedita al contrabbando di gasolio contraffatto

Dodici ordinanze di custodia cautelare (in carcere e ai domiciliari) e 8 misure coercive obbligatorie, oltre al sequestro di 3 società, 20 conti correnti e 103 mezzi di trasporto per un valore complessivo di circa 14milioni di euro. Sono in numeri dell'operazione 'Petroloro' coordinata dalla Procura e condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Agenzia delle Dogane di Pisa che ha consentito di sgominare un'associazione a delinquere composta da una ventina di persone, dedita al contrabbando di gasolio contraffatto. Tra le 20 persone indagate ci sono anche un fiorentino, un livornese e una donna di Prato, quest'ultima ai domiciliari. Gli altri sono invece quasi tutti campani. I reati contestati, a vario titolo, sono diversi tra cui: associazione a delinquere, evasione, contrabbando, autoriciclaggio, ricettazione e contraffazione di pubblici sigilli.

La indagini sono scattate nel gennaio del 2019 a seguito del controllo di un autotrasportatore fermato nei pressi di Crespina. Gli accertamenti dei finanzieri hanno permesso di rinvenire il prodotto contraffatto e le successive indagini hanno portato ad individuare l'epicentro operativo del sodalizio criminale in un deposito di Crespina (poi sequestrato a dicembre scorso, con lo spostamento delle attività illecite in analoghe strutture a Mantova e Verona): qui il gasolio veniva contraffatto attraverso la miscelazione con olii, sostanze di varia natura e benzina, per poi immesso illegalmente sul mercato attraverso documenti falsi e società intestate a prestanome. Il tutto evadendo al fisco circa 6,5milioni di euro, stime ritenute prudenziali dalla Procura.

Maxitruffa nel settore dei carburanti: l'operazione della Guardia di Finanza

Le investigazioni hanno appurato che le operazioni di miscelazione prevedevano l’impiego di olio fino al 50% del quantitativo di ogni carico. Il prodotto contraffatto veniva poi destinato ad altri depositi e da questi a decine di distributori di carburante, con conseguente frode all'erario e al consumatore, nonché il pericolo potenziale per l’ambiente ed i mezzi di trasporto derivante dall’immissione in commercio di prodotti energetici non a norma.  "Stiamo ancora lavorando per capire quella che può essere stata la filera di questa produzione" ha detto il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini. Starà insomma al prosieguo delle indagini chiarire i distributori e le compagnie coinvolte nella truffa. 

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