Cronaca

Alluvione del Serchio: chiedono i soldi alla Regione per i danni, ma è una truffa

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per padre e figlio, mentre una terza persona è agli arresti domiciliari. Avevano amplificato i danni subiti dalla loro azienda del settore della nautica

Una bella truffa ai danni di una vittima illustre, ovvero la Regione Toscana. Sono stati così raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere due uomini, padre e figlio, mentre una terza persona è finita ai domiciliari. I tre indagati, imprenditori residenti nella provincia di Pisa, dovranno rispondere in concorso nel reato di truffa aggravata ai danni di un Ente pubblico.

I tre hanno chiesto alla Regione Toscana di risarcire i danni subiti dalla loro azienda, del settore della nautica, a seguito dello straripamento del fiume Serchio avvenuto nella notte di Natale del 2009, ma si trattava di danneggiamenti inventati o molto amplificati (circa 750mila euro)

Secondo la Guardia di Finanza hanno presentato alla Regione una domanda di ammissione all'agevolazione per le imprese danneggiate dall'esondazione del fiume Serchio ricorrendo a numerosi artifici e raggiri, consistenti nella prima fase (presentazione della domanda), nell'aver dichiarato falsamente il proposito di destinare le somme così ottenute al ripristino e alla ricostruzione dei beni danneggiati o distrutti dall'alluvione, e nella seconda fase (nel consuntivo richiesto dalla Regione), di aver falsamente dichiarato di aver effettivamente sostenuto le relative spese di riparazione.



 

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