Cronaca

Anticalcare contraffatto prodotto in provincia di Pisa: truffa da 5 milioni di euro

La Guardia di Finanza di Venezia, partendo dalle segnalazioni dei clienti, è riuscita a ricostruire il sistema che vendeva come detersivo di qualità un prodotto fatto da scarti di lavorazione. Ben 41 i denunciati e 36 aziende coinvolte

Per contratto dovevano produrre l'anticalcare con materiali di scarto forniti da una grossa impresa della Riviera del Brenta e venderlo con un marchio indipendente. L'azienda finale invece, il cui stabilimento si trova in provincia di Pisa, preparava e inscatolava il detersivo, venduto anche alla grande distribuzione, con il marchio della catena principale, con quindi un costo maggiore ed una minore qualità per i consumatori.

E' quanto emerge dall'operazione 'Power Brand', condotta dalla Guardia di Finanza di Mirano e dal Comando provinciale di Venezia. Sono state tolte dal mercato oltre 53mila confezioni, per un valore di 470mila euro. Un sequestro solo parziale, dato che stando al contratto il volume di affari riguarda 621.994 confezioni per un valore totale di 4,8 milioni di euro. Molti prodotti sono stati venduti ad inconsapevoli acquirenti.

Gli accertamenti sono scattati nel 2013 dalla segnalazione di un primo cliente. Piccole differenze, come la confezione di un colore leggermente diverso o la chiusura più approssimativa. L'indagine ha portato alla denuncia di 41 persone.

Tre sarebbero le menti dell'organizzazione, i titolari dell'azienda che aveva materialmente stipulato il contratto di rifornimento in Veneto. Il loro stabilimento in zona Pisa riceveva gli scarti di produzione, dove avveniva l'inscatolamento. Le confezioni contraffatte arrivavano da uno stabilimento del Bolognese, i cui responsabili sono stati denunciati al pari dei venditori all'ingrosso, consapevoli di offrire un prodotto fasullo agli addetti della grande distribuzione, ben contenti di comprare un anticalcare di alta gamma ad un prezzo ridotto.

Per evitare i controlli e depistare gli addetti del settore era stata costruita una rete di cartiere che dovevano dimostrare l'importazione dei prodotti dall'estero, dalla Spagna, dall'Inghilterra e dalla Slovenia. In verità l'anticalcare non si muoveva dalla Toscana, finché non raggiungeva gli scaffali dei supermercati. Trentasei le aziende finite nei guai per questo motivo, dai nomi simili a quelle reali. La guardia di finanza è certa di aver tolto dal mercato tutto il prodotto illegale già a metà 2014. L'azienda produttrice raggirata ha affermato la volontà di ricorrere per danno d'immagine nei confronti dei denunciati.

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