Servizi sospesi per il Coronavirus: "L'emergenza non sia pagata dai lavoratori degli appalti"

I Cobas chiedono misure di sostegno per le categorie legate a forme di contratto precarie

Il riflesso delle necessarie misure di contenimento del Coronavirus sta avendo forte impatto sull'economia e sui lavoratori: per i Cobas di Pisa questo non deve colpire anche gli impiegati degli appalti. "La chiusura delle scuole e dei servizi a livello nazionale - denuncia il sindacato - sta provocando la sospensione del servizio di assistenza specialistica (educatori scolastici) e con la conseguenza dell’interruzione delle relative retribuzioni. Decine di lavoratori che svolgono un quotidiano servizio essenziale nelle nostre scuole, occupandosi della progettualità per l’autonomia, la relazione e la comunicazione dei disabili, non hanno al momento nessuna certezza sulle loro retribuzioni, essendo quello degli educatori scolastici un servizio esternalizzato. E’ necessario garantire le retribuzioni a una categoria che già riceve, normalmente  stipendi ridotti e non congrui all’operato e alla professionalità investita".

Molte le persone coinvolte: "Come gli educatori, ci sono decine di figure che lavorano nelle scuole statali e comunali per le ditte di pulizie o per le attività di refezione nelle mense, che rischiano di subire il medesimo trattamento: l’interruzione della retribuzione per la sospensione delle attività scolastiche, o una riduzione drastica delle ore lavorate. Come Cobas riteniamo che la situazione di emergenza non debba ricadere su queste categorie, già sottopagate e con diritti limitati per i contratti infami derivanti da appalti al ribasso".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Si chiede quindi al Governo di salvaguardare le categorie con una "forma di ammortizzatore sociale in una situazione di estrema emergenza sanitaria: come si devono trovare i soldi per coprire i lavoratori che non ricevono lo stipendio, così è necessario tutelare queste categorie già svantaggiate in tempi di normale sfruttamento. Esprimiamo la massima solidarietà alle lavoratrici coinvolte in questa drammatica situazione e ne sosterremo con forza le rivendicazioni che avanzeranno verso gli Enti Locali e le Società della Salute".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus in Toscana: più di 1.800 i nuovi casi, 5 decessi a Pisa

  • Coronavirus in Toscana, casi positivi in aumento: superata quota 2mila in 24 ore

  • Cisanello, ambulanze in fila per l'area Covid: "In piena fase emergenziale, serve la collaborazione di tutti"

  • Nuovo Dpcm: Conte ha firmato, che cosa cambia da domani

  • Coronavirus in Toscana: 1.526 nuovi casi e 11 decessi

  • Coronavirus in Toscana, quasi 2mila nuovi casi positivi nelle ultime 24 ore

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
PisaToday è in caricamento