Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Servizi sospesi per il Coronavirus: "L'emergenza non sia pagata dai lavoratori degli appalti"

I Cobas chiedono misure di sostegno per le categorie legate a forme di contratto precarie

Il riflesso delle necessarie misure di contenimento del Coronavirus sta avendo forte impatto sull'economia e sui lavoratori: per i Cobas di Pisa questo non deve colpire anche gli impiegati degli appalti. "La chiusura delle scuole e dei servizi a livello nazionale - denuncia il sindacato - sta provocando la sospensione del servizio di assistenza specialistica (educatori scolastici) e con la conseguenza dell’interruzione delle relative retribuzioni. Decine di lavoratori che svolgono un quotidiano servizio essenziale nelle nostre scuole, occupandosi della progettualità per l’autonomia, la relazione e la comunicazione dei disabili, non hanno al momento nessuna certezza sulle loro retribuzioni, essendo quello degli educatori scolastici un servizio esternalizzato. E’ necessario garantire le retribuzioni a una categoria che già riceve, normalmente  stipendi ridotti e non congrui all’operato e alla professionalità investita".

Molte le persone coinvolte: "Come gli educatori, ci sono decine di figure che lavorano nelle scuole statali e comunali per le ditte di pulizie o per le attività di refezione nelle mense, che rischiano di subire il medesimo trattamento: l’interruzione della retribuzione per la sospensione delle attività scolastiche, o una riduzione drastica delle ore lavorate. Come Cobas riteniamo che la situazione di emergenza non debba ricadere su queste categorie, già sottopagate e con diritti limitati per i contratti infami derivanti da appalti al ribasso".

Si chiede quindi al Governo di salvaguardare le categorie con una "forma di ammortizzatore sociale in una situazione di estrema emergenza sanitaria: come si devono trovare i soldi per coprire i lavoratori che non ricevono lo stipendio, così è necessario tutelare queste categorie già svantaggiate in tempi di normale sfruttamento. Esprimiamo la massima solidarietà alle lavoratrici coinvolte in questa drammatica situazione e ne sosterremo con forza le rivendicazioni che avanzeranno verso gli Enti Locali e le Società della Salute".

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