Mercoledì, 29 Settembre 2021
Cronaca

Diritti, operative le unioni civili: a Pisa già arrivate richieste

La Legge Cirinnà è diventata operativa ed il Comune di Pisa può adesso ricevere le domande degli interessati. Ecco tutti i dettagli sulle procedure da seguire ed a chi rivolgersi

Pubblicato oggi, 29 luglio, sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Ministeriale che rende operativa la Legge Cirinnà sulle unioni civili. Il Comune di Pisa è pronto, quindi da subito coloro che intendono unirsi civilmente possono fare domanda. Ci sono già le prime richieste informa l'amministrazione. "Pisa è stata la prima città ad aver istituito nel 1997 il registro delle unioni civili ed è sempre stata in prima linea per i diritti - spiega il sindaco di Pisa Marco Filippeschi - nel 2017 festeggeremo il ventennale e vogliamo mantenere attenzione e dialogo per condividere e mettere in pratica la nuove conquiste nel rispetto di tutte le idee".

FARE DOMANDA. Sulla pagina del sito del Comune dello Stato Civile sarà a breve inserita tutta la modulistica e le informazioni utili. I contatti dell'ufficio competente, con il quale è già possibile fissare un appuntamento per presentare istanza e definire la data per effettuare la celebrazione, sono le seguenti: mail statocivile@comune.pisa.it, PEC comune.pisa.statocivile@pec.it, telefoni 050/910230 e 910225.

Le location in cui si potranno celebrare le unioni civili sono le stesse dei matrimoni civili: Sala Matrimoni e sala Rossa in Palazzo Gambacorti, Sala del Consiglio dei 12 in Piazza dei Cavalieri, Abbazia di San Zeno, Giardino Scotto, Tenuta del Parco di San Rossore, Porto Turistico di Marina di Pisa, Invilla a Marina di Pisa. Anche le condizioni tariffarie e di orario sono le stesse. La procedura per la costituzione dell'unione civile prevede una richiesta congiunta da parte degli interessati, contenente le dichiarazioni dei dati anagrafici e l'insussistenza di impedimenti, da rivolgersi all'ufficiale dello stato civile del Comune.

Contestualmente dovrà essere indicata la data prevista per celebrare l’unione civile. Tale data dovrà essere successiva al termine di quindici giorni dalla domanda, i giorni impiegati dagli uffici per verificare le informazioni date e raccogliere la documentazione necessaria. In poche parole: se oggi giungessero delle istanze, le prime unioni civili potrebbero essere celebrate prima di ferragosto.

Nel caso in cui una delle due parti si trovi nell’impossibilità fisica di recarsi presso la casa comunale, sarà l’ufficiale dello stato civile che si recherà presso la sede dove si trova l’interessato, per ricevere la richiesta di voler costituire l’unione civile congiuntamente da parte di entrambi. Per la costituzione formale dell’unione, viene richiesta la presenza personale e congiunta di entrambe le parti, sono necessari due testimoni ed il comune competente è quello dove è stata presentata la richiesta. L'ufficiale di stato civile riceve la dichiarazione di voler costituire l’unione civile e menziona il contenuto dei commi 11 e 12 dell’art. 1 della legge 76/2016; la registrazione del verbale avviene mediante iscrizione nel registro provvisorio delle unioni civili.

PROCEDURA. Tale atto sarà trasmesso ai comuni di nascita per le annotazioni marginali. Con riferimento alla scelta del cognome, come consentito dal comma 10 dell’art. 1 legge 76/2016, vien indicato che la parte può dichiarare all’ufficiale di stato civile di voler anteporre o posporre il proprio cognome, se diverso, a quello comune. La certificazione dell’unione civile avverrà secondo quanto disposto dall’art. 1 comma 9 della legge 76/2016; il documento conterrà i dati anagrafici degli interessati, l’indicazione del regime patrimoniale e della residenza, oltre ai dati anagrafici e alla residenza dei testimoni.

Viene prevista la possibilità di trascrizione dei matrimoni omosessuali celebrati all’estero che potrà avvenire nel registro delle unioni civili. Inoltre, viene previsto il documento che il cittadino straniero dovrà presentare nel caso in cui voglia costituire una unione civile in Italia; il nulla osta, ai sensi dell’art. 116 c.c., consta in una dichiarazione dell’autorità competente del proprio paese dalla quale risulti che nulla osta all’unione civile.

Viene altresì disciplinata l’ipotesi in cui all’interno di una coppia eterosessuale uno dei coniugi ottenga la rettificazione di sesso, cosicché la coppia risulti composta da persone dello stesso sesso, che non vogliono sciogliere il vincolo coniugale. Gli interessati dovranno rendere una dichiarazione congiunta di non voler sciogliere il matrimonio o cessarne gli effetti civili; tale dichiarazione dovrà essere resa difronte all’ufficiale di stato civile competente che è quello di iscrizione o trascrizione del matrimonio; questo comporterà l’automatica instaurazione dell’unione civile con decorrenza dalla data di scioglimento del matrimonio.

CONVIVENZA DI FATTO. Per costituire una convivenza di fatto si può procedere rivolgendosi all’ufficio anagrafe del Comune di Pisa (anagrafe@comune.pisa.it, numero verde 800 981212). La convivenza di fatto si costituisce con una dichiarazione resa da ogni componente della coppia all’ufficiale d’anagrafe, secondo le stesse modalità previste per le altre dichiarazioni anagrafiche. Affinché si configuri l’istituto giuridico dei 'conviventi di fatto' sono necessari due elementi: uno soggettivo (la dichiarazione di due persone maggiorenni, unite stabilmente da legami affettivi di coppia) ed uno oggettivo (la stabile convivenza, che deve essere accertata dall’ufficiale d’anagrafe).

I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza, redatto in forma scritta, a pena di nullità, con atto pubblico o scrittura privata con sottoscrizione autenticata da un notaio o da un avvocato. Il professionista che ha ricevuto l’atto in forma pubblica o che ne ha autenticato la sottoscrizione deve poi provvedere entro dieci giorni a trasmetterne copia al comune di residenza dei conviventi per l’iscrizione all’anagrafe di tale contratto.

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