Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

Università, lezioni in presenza per 15mila studenti: "Passo in avanti, ma bisogna fare di più"

E' quanto afferma il sindaco, Michele Conti, sulla decisione dell'Ateneo di far ripartire, da settembre, le lezioni in presenza per più della metà dei corsi di laurea

"La riapertura parziale dell'Università a settembre è un primo passo significativo dopo settimane di nostre richieste e sollecitazioni. Ma bisogna fare di più: il sistema universitario pisano e la città devono tornare a essere pienamente frequentati da tutti gli studenti e i ricercatori dell'Ateneo". E' quanto afferma il sindaco, Michele Conti, in merito alla decisione dell'Ateneo che ha annunciato che da settembre è pronta ad accogliere circa 15mila studenti79 su 141 corsi di laurea si terranno infatti anche in presenza, anche se sarà comunque garantita a tutti la possibilità di fruire delle lezioni a distanza. 

Sulla vicenda interviene anche Confcommercio Pisa che parla di "vittoria del buonsenso". "Non possiamo che esprimere soddisfazione - afferma la presidente di Confcommercio Pisa, Federica Grassini - pensando al benessere di una città che torna a vivere e a svolgere la propria funzione formativa e alle rinnovate possibilità di lavoro di tanti commercianti e imprenditori che mai come in questo periodo stanno soffrendo tremendamente. Questa decisione, che rimette in moto una leva fondamentale dell'economia e della stessa identità cittadina, è una vittoria della ragionevolezza". La presidente Grassini ammette che "per una effettiva ripresa ci vorrà comunque tempo, ma il segnale che giunge dall'Università di Pisa è estremamente positivo e di grande collaborazione". 

La Grassini sottolinea poi le difficoltà legate al momento di imprese, negozi, mercati e attività commerciali,. "Una vera ripartenza è molto al di là da venire. Le vendite al dettaglio nei piccoli negozi sono crollate del 20% solo a maggio, e il reddito di oltre 13 milioni di famiglie italiane si è ridotto negli ultimi due mesi, e per un 15% di esse per oltre la metà del reddito complessivo. L'impatto più negativo ha riguardato gli imprenditori, i liberi professionisti e i lavoratori autonomi, l'80% dei quali hanno subito un calo del reddito e per il 36% la caduta di oltre la metà del reddito familiare. Per questo dobbiamo fare di tutto e anche di più, nella massima collaborazione di tutti, per impedire che alla crisi sanitaria ed economica, si innesti anche una pericolosa crisi sociale".

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