Cronaca Pisanova

Università, riaperti i termini per caricare i lavori: l'Anvur concede altri dieci giorni

Ad annunciarlo la stessa agenzia sul proprio sito web. Accolte le richieste dei Rettori di alcune Università: i prodotti della ricerca potranno essere caricati dal 4 al 15 aprile

Una decina di giorni di tempo per consentire agli atenei che vorranno farlo di conferire i prodotti della ricerca ancora mancanti. Alla fine la tanto invocata proroga è arrivata con l'Anvur (l'agenzia nazionale della valutazione universitaria della ricerca) che è stata costretta a riaprire i termini della valutazione degli atenei a causa della clamorosa protesta dei docenti. Ad annunciarlo è stata ieri la stessa agenzia sul proprio sito web.

"Accogliendo la richiesta dei Rettori di alcune Università - si legge - l'Anvur consentirà agli atenei che vorranno farlo di conferire i prodotti ancora mancanti da lunedì 4 aprile a venerdì 15 aprile 2016. Tale possibilità potrà essere utilizzata esclusivamente per il conferimento di nuovi prodotti per soggetti già accreditati, e non per modificare quelli già conferiti. Ciò al fine di rendere i risultati della Vqr 2011-2014 (il sitema di valutazione della ricerca cgrazie al quale il Miur assegnerà a fine anno una fetta importante dell erisorse statali Nda) più rappresentativi per tutte le università".

Il 14 marzo era infatti scaduto il termine per caricare i prodotti della ricerca per il quadriennio 2011-2014. Ogni professore avrebbe dovuto caricare sul sistema dell'Anvur le proprie pubblicazioni: a Pisa lo aveva però fatto solo il 77,1% dei docenti. Una delle percentuali più basse d'Italia (la media nazionale è stata del 92%) che aveva evidenziato l'elevato grado di adesione dei prof 'ribelli' alla protesta contro il blocco degli stipendi decretato nell'era Tremonti. Protesta con la quale i docenti chiedevano al Governo il riconoscimento degli scatti di anzianità, bloccati dal 2010.

La partita, dunque, si è di nuovo riaperta con la palla che passa ora nuovamente ai 'disobbedienti'. Resta infatti da capire se i cosidetti 'prof ribelli' continueranno a portare avanti la mobilitazione anche a questo giro o se invece aderiranno alle richieste del Rettore (che nelle scorse settimane, pur esprimendo solidarietà e comprensione per la contestazione aveva sottolineato la necessità dell'Ateneo di non subire conseguenze economiche da tutta questa vicenda) e caricheranno le loro pubblicazioni sul sistema dell'Anvur.

Se così non fosse il rischio, per l'Università di Pisa, è quello di perdere posti nelle classifiche che misurano il livello della ricerca italiana. Soprattutto perchè le principali sfidanti (in particolare modo Firenze) hanno aderito al processo con percentuali oscillanti fra il 90 e il 98%. Un crollo che significherebbe una drastica riduzione dei finanziamenti statali destinati all'Ateneo: una 'sforbiciata' difficile da quantificare 'a priori' ma che, secondo le stime più prudenti, sarebbe di almeno 20 milioni di euro per i prossimi 4 anni.

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