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Il dottor Luca Puccetti

Il dottor Luca Puccetti

Coronavirus e vaccino, Puccetti (Fimmg): "Numeri ancora esigui. Bisogna proseguire sulla linea del rigore"

Il segretario della sezione pisana della Federazione italiana dei medici di medicina generale sostiene la campagna vaccinale, ma evidenzia alcune criticità da risolvere in tempi brevi

La prima fase della campagna vaccinale antiCovid in Toscana è entrata nel vivo: nella regione sono state inoculate oltre 13mila dosi tra operatori e ospiti delle Rsa, senza alcun intoppo per il momento. "Un segnale forte, di grande speranza. Che però porta con sé anche un ammonimento: il pericolo non è svanito improvvisamente. Dovremo rafforzare ulteriormente il rispetto delle misure di prevenzione individuali, in modo da disporre un combinato di armi più forti contro il virus". Chi parla è Luca Puccetti, segretario generale della sezione pisana della Federazione italiana dei medici di medicina generale. Figure professionali che nel corso degli ultimi mesi hanno pagato un prezzo altissimo alla pandemia.

"Le prime dosi di vaccino iniettate agli operatori e nelle Rsa non devono essere lette come un 'liberi tutti'. Da questo punto di vista occorre intensificare la comunicazione e l'informazione verso la popolazione - prosegue Puccetti - non possiamo vanificare tutti gli sforzi e i risultati ottimi consolidati nel mese di dicembre. Il rischio di riaccendere l'incendio dei contagi è concreto". Il segretario generale di Fimmg Pisa insiste: "Fino a qualche settimana fa eravamo da soli nella lotta al Coronavirus. Contavano esclusivamente i comportamenti individuali. Adesso invece è arrivato il vaccino: è uno strumento formidabile che dovrà essere utilizzato nella misura più ampia possibile".
I medici di medicina generale faranno la loro parte nella fase che coinvolgerà tutta la popolazione, e che dovrebbe partire nel prossimo mese di febbraio. "Già con la campagna del vaccino antinfluenzale, seppur fra mille ostacoli e difficoltà, la Toscana ha raggiunto un risultato eccezionale in termini di copertura - evidenzia Luca Puccetti - non ci tireremo indietro neppure con il vaccino antiCovid".

Non mancano però le prime criticità, nonostante la campagna sia ancora in una fase embrionale. Il segretario provinciale Fimmg le elenca una per una. "Il sistema di prenotazione in molti casi ha presentato degli intoppi - spiega Puccetti - molti colleghi, dopo svariati tentativi di accreditarsi presso il sistema informatico, hanno desistito. Ma ciò che ha suscitato i dubbi maggiori è la precedenza accordata ai dipendenti amministrativi delle aziende rispetto ai liberi professionisti". Luca Puccetti spiega che "ancora oggi questi colleghi non hanno ricevuto indicazioni sulle tempistiche della loro vaccinazione. Una lacuna enorme, perché queste figure ogni giorno sono sul campo a stretto contatto con la popolazione e, quindi, con un alto rischio di contagio".
Il segretario generale di Fimmg risponde anche a tutti coloro i quali nutrono ancora dei dubbi riguardo al vaccino: "Soltanto in corso d'opera sapremo se il siero protegge esclusivamente dai sintomi o anche dall'infezione. Ma ciò che è certo è che, quando avremo a disposizione varianti differenti del vaccino, la capacità di protezione della popolazione sarà altissimo. Per cui ribadisco: la vaccinazione è la strada maestra per sconfiggere la pandemia".

Un aiuto concreto per il raggiungimento di questo obiettivo è il mantenimento del rigore nelle misure di prevenzione. "Tra queste c'è anche la chiusura delle scuole - conclude Luca Puccetti - a malincuore, poiché comprendo benissimo il disagio provato dalla popolazione studentesca, ritengo che gli istituti dovrebbero rimanere chiusi almeno fino al termine della stagione invernale. Il pericolo che il contagio riprenda a ritmi vertiginosi sul nostro territorio, come nei mesi di ottobre e novembre scorsi, è molto alto: il problema ovviamente non è nelle ore di lezione, ma in tutto ciò che ruota attorno alla presenza in classe. A partire dai trasporti".
Secondo Luca Puccetti "la riapertura delle scuole a gennaio porterebbe inevitabilmente a un'impennata delle richieste dei tamponi, con il risultato che i laboratori tornerebbero a ingolfarsi sui test da processare e il sistema di tracciamento, ancora in crisi, collasserebbe nuovamente, innescando una catena di contagi che colpirebbe con rinnovata violenza gli anziani, la fascia più esposta alle conseguenze mortali del virus. Il traguardo non è lontano: non possiamo rilassarci adesso".

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