Cronaca

Influenza: iniziano le vaccinazioni in provincia di Pisa

Il mese migliore per vaccinarsi è novembre. Le categorie a rischio potranno essere vaccinate gratuitamente dal proprio medico di famiglia o pediatra. La Asl invita a vaccinarsi anche coloro che stanno a contatto ravvicinato con più persone

Al via anche in provincia di Pisa la campagna di vaccinazione antinfluenzale 2015-2016. L’Azienda Usl 5 distribuirà oltre 55 mila dosi di vaccino ai medici e ai pediatri di famiglia.

A partire da mercoledì 11 novembre, i soggetti appartenenti alle categorie a rischio (anziani, bambini, malati cronici) potranno rivolgersi al proprio medico di famiglia per effettuare la vaccinazione. Chi invece non fa parte di queste categorie, ma desidera comunque avere una copertura contro l’influenza stagionale, può acquistare il vaccino in farmacia, dove è già reperibile. Il periodo giusto per vaccinarsi, infatti, è proprio il mese di novembre, dato che il vaccino diventa efficace dopo circa due settimane dalla somministrazione e i picchi epidemici si verificano di solito tra dicembre e febbraio.

“Invitiamo i soggetti a rischio, ma anche coloro che svolgono attività di pubblico interesse o che stanno in costante e ravvicinato contatto con più persone, a vaccinarsi - spiegano i sanitari della Asl 5 - è comunque una buona pratica, dal momento che, ad oggi, rappresenta il modo più efficace per prevenire l’influenza stagionale e le sue complicanze e ridurre del 70-80% la mortalità legata all'influenza. Infine, oltre al problema di carattere sanitario, va considerato anche il costo sociale dell’influenza che, ogni anno, mette a letto milioni di italiani nello steso lasso di tempo ed è la principale causa di assenza da scuola e dal lavoro”.

Le categorie a rischio
Come ogni anno, la vaccinazione per l'influenza stagionale è gratuita per le categorie a rischio, indicate dal Ministero della Salute:

- ultra65enni; bambini di età superiore a 6 mesi; ragazzi e adulti affetti da malattie croniche, da tumore, diabetici, cardiopatici, immunodepressi; donne al secondo e terzo mese di gravidanza; pazienti ricoverati in ospedale o in comunità;

- medici e personale sanitario; familiari di soggetti a rischio; addetti ai servizi di interesse pubblico;

- persone che, per motivi di lavoro, stanno a contatto con gli animali.

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