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Vaccino contro l'influenza: a rilento la distribuzione ai medici, introvabile quello per i privati

La quantità di dosi arrivate a Pisa e provincia non sono in grado al momento di soddisfare le richieste dei medici e dei singoli cittadini che non rientrano tra i soggetti fragili

"La richiesta è quadruplicata rispetto agli anni scorsi. Al momento però non si vede ancora l'ombra di un vaccino". A parlare è Enrico Morgantini, presidente dell'Ordine dei Farmacisti della provincia di Pisa che fa il punto della situazione sulla distribuzione del vaccino antinfluenzale nella nostra provincia. "Bisogna distinguere - spiega Morgantini - tra i vaccini che vengono distribuiti ai medici di base attraverso le farmacie e i vaccini destinati alla vendita ai privati. Nel primo caso sono stati distribuite circa il 40% delle dosi previste. La situazione sta andando normalizzandosi ma ancora troppo lentamente e la quantità arrivata sul territorio non è in grado di soddisfare tutte le richieste".

Ferma al palo invece la distribuzione delle dosi destinate alla vendita ai privati. "Per ora non è arrivato nemmeno un vaccino - afferma Morganti - anche perchè la priorità viene data alle persone classificate come soggetti a rischio, quindi alla distribuzione ai medici di base. La richiesta rispetto agli scorsi anni è molto aumentata, e sono tantissime le persone che si vogliono vaccinare. Non è nemmeno possibile fare previsioni su quando saranno disponibili. Molto probabilmente il numero destinato alla vendita privata sarà molto limitato".

Un quadro confermato anche a livello cittadino da Bruna Vinci di Farmacie Comunali Spa che spiega come "in questo momento non abbiamo disponibilità di vaccini per l'acquisto privato. Le richieste sono molto aumentate rispetto agli anni scorsi, ma non possiamo soddisfarle. Procede a singhiozzo anche la distribuzione ai medici di base, che risente delle dinamiche nazionali e regionali. Inizialmente la Regione aveva previsto per ogni medico la possibilità di prenotare fino a 60 vaccini al giorno, poi queste stime sono state riviste al ribasso. I primi dati evidenziano anche una differenza a seconda delle aree vaste, con quella della Asl Toscana nord ovest che per motivi che non conosco sembra essere quella che ha in questo momento maggiori problematiche".

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