Nuovo stadio: "No all'uso della variante per favorire interessi privati"

La denuncia di Diritti in Comune: "Inserita all'interno della variante stadio anche l'area ex-Gea". Potrebbe diventare un supermercato

"L’amministrazione comunale utilizza la variante stadio per dare via libera a operazioni immobiliari altrimenti non realizzabili". E' quanto denuncia Diritti in Comune in mertio all'inserimento, nella variante urbanistica che dovrebbe essere discussa nelle prossime sedute del Consiglio Comunale per la definitiva approvazione, dell'area ex Gea in via Emanuele Filiberto. "Cosa c'entra quest'area di proprietà della Cemes di Madonna - attacca il gruppo consiliare - con la variante sull’Arena Garibaldi? La risposta è semplice: l’amministrazione comunale sta utilizzando, ancora una volta, la variante stadio per dare via libera a operazioni immobiliari che nulla hanno a che vedere con la riqualificazione dello stadio, né con l’interesse pubblico".

Diritti in Comune ripercorre l'iter che ha portato all'inserimento dell'area all'interno della variante. "Nei mesi scorsi la Cemes ha presentato agli uffici comunali una richiesta di variazione di destinazione d’uso a fini commerciali per l’ex-Gea, prima di proprietà dell’Università di Pisa. L’obiettivo era realizzare un nuovo supermercato. La pratica presentava però varie criticità e non è andata avanti: essendo in fase di redazione il nuovo Piano strutturale, la richiesta della Cemes sarebbe dovuta rientrare all’interno di questo strumento di pianificazione urbanistica. E qui arriva il colpo di scena. La Cemes ha presentato un’osservazione alla variante stadio in cui chiede nuovamente il cambio di destinazione d’uso per l’area, mettendo sul piatto la disponibilità di qualche posto auto in occasione degli eventi sportivi. Tale area, però, è esterna alla variante per l’Arena Garibaldi e non attiene in nessun modo alla procedura urbanistica in corso".

Secondo Diritti in Comune, quindi, l'osservazione presentata andava respinta "anche tenendo conto che la pratica era già stata bloccata: invece, in Commissione urbanistica, la maggioranza ha accolto senza difficoltà l’osservazione della Cemes, decidendo di inserire nella delibera finale della variante stadio una nuova scheda relativa all’ex Gea, con una generica possibilità di cambio d'uso. Riteniamo che questa osservazione, al pari di un’altra relativa ad un’area industriale in via del Brennero, non andasse accolta in quanto semplicemente non pertinente con la variante. Si tratta di un fatto inaccettabile".

"In Commissione urbanistica - prosegue ancora Diritti in Comune - nella discussione sulle osservazioni alla variante stadio, la maggioranza ha respinto con arroganza e superficialità tutte le richieste avanzate da cittadini, cittadine e comitati in materia di sostenibilità del progetto, vivibilità del quartiere e rispetto della Costituzione. Dando via libera alla richiesta della Cemes ha steso un tappeto rosso ad un interesse privato: ancora una volta, usano la riqualificazione dell’Arena Garibaldi come schermo per fare tutt'altro, così come nel caso della cancellazione del luogo di culto per la comunità islamica".

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"Ricordiamo - conclude Diritti in Comune - che nel 2003 l’ex-Gea, già allora da anni abbandonata, fu liberata e restituita alla città dal Progetto Rebeldia che presentò numerosi progetti di recupero a fini sociali e aggregativi, anche in collaborazione con il Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace. In tutti questi 17 anni si è sempre detto no a percorsi partecipati di rigenerazione urbana. Oggi, con un vero e proprio colpo di mano, si prova a dare il via libera all’ennesimo spazio commerciale. La nuova scheda relativa all’ex-Gea comporterebbe un incremento finale delle superfici commerciali, comprese quelle previste nella nuova Arena Garibaldi, tanto più pesante quanto più ingiustificato. A questo noi ci opporremo, dentro e fuori il Consiglio Comunale".

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