Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Facchini

In vendita il Palazzo ex Telecom, Ucic-Prc: "Ancora una svendita"

Pubblicato il bando dall'amministrazione comunale di Pisa: c'è tempo fino al prossimo 22 giugno per presentare le offerte. Polemica da Una città in comune-Prc: "Una nuova rimessa per le tasche pubbliche"

Prosegue il piano dell’amministrazione comunale di Pisa per la riorganizzazione degli uffici comunali e degli sportelli al cittadino. Infatti dopo lo spostamento degli uffici e sportelli Sepi presso la Sesta Porta, e in previsione dello spostamento degli uffici comunali ancora lì presenti nei palazzi Mosca, Cevoli, Gambacorti e Pretorio, il Comune mette in vendita l’immobile denominato 'Ex Telecom' di Piazza dei Facchini. Lo fa con una procedura di evidenza pubblica per la ricerca del miglior offerente, partendo da un prezzo base di 6,2 milioni di euro. Il bando è pubblicato all’Albo Pretorio e sul sito informatico del Comune di Pisa nella sezione Bandi e Gare.

Le offerte economiche - si legge nell’avviso pubblico - potranno essere di importo pari o superiore al prezzo a base d’asta. Potranno essere presentate anche offerte che prevedano un ribasso (massimo 20%) sul prezzo base d’asta, che l’amministrazione si riserva di valutare.
Deposito cauzionale a garanzia della serietà dell’offerta: ogni concorrente dovrà costituire una cauzione dell’importo 310mila euro mediante versamento della suddetta somma al Tesoriere del Comune di Pisa con assegno circolare non trasferibile intestato al Tesoriere del Comune di Pisa.

MODALITA' DI PARTECIPAZIONE AL BANDO. Il plico con l’offerta dovrà pervenire, a pena di esclusione, all’Archivio del Comune di Pisa entro e non oltre le ore 12.30 del giorno 22 giugno, mediante consegna a mano ovvero avvalendosi del servizio postale. Faranno fede esclusivamente il timbro della data di ricevimento e l’orario posti dall’ Archivio del Comune di Pisa all’atto del ricevimento, anche nel caso in cui il plico sia oggetto di raccomandata con avviso di ricevimento. Il Presidente della Commissione alle ore 10,00 del giorno 23 giugno presso il Palazzo Comunale, Pisa, piazza XX Settembre – Palazzo Gambacorti, Sala di Giunta 2° piano, aprirà i plichi pervenuti e contenenti le offerte di gara, verificando la completezza e la conformità alle disposizioni del presente bando della domanda di partecipazione, della cauzione, dell’offerta pervenuta e di tutti i documenti.

POLEMICA. Contrarietà all'azione dell'amministrazione comunale è espressa dal gruppo consiliare Una città in comune-Prc che non condivide la delibera approvata nelle scorse settimane dal Consiglio Comunale, delibera con la quale appunto si dà l'ok alla messa in vendita del Palazzo Ex Telecom. "Noi non abbiamo condiviso la delibera nel metodo, visto che non è stata minimamente discussa in commissione e non vi è stata alcuna disponibilità agli approfondimenti del caso, ma anche nel merito, visto che si mette in vendita un immobile comunale senza sapere dove e come si trasferiranno gli uffici e il personale che oggi si trovano in Piazza Facchini" tuonano dalla lista di Ciccio Auletta, mostrando anche perplessità su una possibile svendita dell'immobile che potrà essere venduto anche ad un ulteriore ribasso fino al 20%.

"Di fatto - sottolineano da Una città in comune - Prc - si profila la possibilità che il Comune venda l'immobile ad un prezzo decisamente inferiore a quello speso per acquistarlo e ristrutturarlo, e a meno di quello che servirà per spostare gli uffici in altri ambienti. Perché allora tutta questa fretta? Oltre che alle conclamate richieste da parte di possibili compratori (Fondazione Pisa), non vorremmo che questa operazione, che si profila come una nuova rimessa per le tasche pubbliche, sia l'ennesimo effetto collaterale dell'operazione Sesta Porta - affermano ancora - il bisogno di liquidità e di affittare gli spazi al suo interno potrebbero essere infatti le vere ragioni di questa accelerazione. Il rischio è, infatti, anche quello di dover pagare dei canoni d'affitto, per esempio alla Sesta Porta, per dover trovare delle soluzioni transitorie agli uffici 'sfrattati'. Quello che è certo, e che denunciamo, è che ancora una volta si pensa a 'svendere' un immobile pubblico di grande valore, senza un piano organico e senza avere alcuna programmazione sulla gestione degli effetti dell'operazione" concludono da Una città in comune-Prc.

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