Lavoratori senza due mesi di stipendio: "Appalto in scadenza, incertezza sul futuro"

E' il Sindacato Generale di Base a denunciare la situazione: lavoratori pronti ad aprire lo stato di agitazione

Lavoratori della ditta L.A. Service sul piede di guerra a causa di ritardi nei pagamenti. A denunciare la situazione è il Sindacato Generale di Base che ha inviato una lettera alla stessa azienda, che svolge alcuni servizi pubblici per conto del Comune di Pisa, alla stessa amministrazione comunale e alla Prefettura.

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"I lavoratori della ditta L.A. Service srls on hannno ricevuto lo stipendio del mese di giugno 2020 e non riceveranno neppure lo stipendio relativo al mese di luglio la cui scadenza è prevista tra il 10 ed il 15 di agosto - scrivono dal sindacato - l'azienda accampa difficoltà dovute ai ritardati pagamenti da parte del committente Comune di Pisa. In realtà i ritardi nei pagamenti degli stipendi sono da sempre una prassi da parte della L.A. Service, oggi però si tratta di stipendi saltati e la situazione è diventata insostenibile per trarre dal proprio lavoro il sostentamento per se' e per le loro famiglie". "La situazione - prosegue il sindacato - appare ancor più problematica se si considera il fatto che alla fine del mese di agosto scade il contratto di appalto e che i lavoratori potrebbero trovarsi ancora più in difficoltà a recuperare le loro spettanze. Per questi motivi i lavoratori sono determinati ad aprire lo stato di agitazione nei confronti dell'azienda non essendo più disponibili a lavorare senza alcuna certezza e chiedono in primo luogo al committente Comune di Pisa di fare chiarezza sulla dichiarazioni da parte della L.A. Service che millanta spettanze non corrisposte da parte del Comune stesso".

I lavoratori chiedono alla L.A. Service il pagamento di tutte le loro spettanze per i due mesi di giugno e luglio e chiedono alla Prefettura di Pisa di convocare urgentemente un tavolo "per risolvere la vertenza e per evitare di ricorrere a forme di protesta e di astensione dal lavoro che diventerebbero inevitabili da parte di lavoratori che, oltre alla beffa dei salari non corrisposti, si trovano davanti ad un futuro ancora più incerto".

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