Sicurezza in zona stazione: al via il progetto sperimentale con la vigilanza privata

Gli addetti del Corpo Guardie di Città entreranno in servizio nei mesi di marzo e aprile. Sorveglieranno uffici pubblici, aree verdi, aree pubbliche o aperte al pubblico e segnaleranno eventuali irregolarità

Prosegue l’iter per l’affidamento del servizio di vigilanza privata in via sperimentale in zona Stazione a Pisa. Espletata l’ultima fase del bando di affidamento, la Giunta ha approvato il prelevamento dal fondo di riserva delle risorse per finanziare il servizio nell’anno 2020. La società Corpo Guardie di Città si è aggiudicata l’affidamento del servizio, per un importo di circa 40mila euro, che prevede la vigilanza con guardie giurate finalizzata alla tutela del patrimonio pubblico nella zona della Stazione Ferroviaria, in particolare presso uffici pubblici, aree verdi, aree pubbliche o aperte al pubblico. Il servizio verrà svolto in via sperimentale nei mesi di marzo e aprile.

Il capitolato d’appalto prevede che il servizio venga effettuato almeno da quattro operatori in possesso di licenza di 'Guardia Particolare Giurata' rilasciata dalla Prefettura, prevalentemente a piedi e con disponibilità di almeno due veicoli di servizio dalle 17 alle ore 23 di tutti i giorni della settimana. Il servizio di vigilanza prevede ripetuti passaggi a piedi, in orario diurno e notturno, in giorni sia feriali che festivi, presso le aree e gli immobili di proprietà del Comune di Pisa nella zona della Stazione Ferroviaria, al fine di prevenire o accertare eventuali anomalie o irregolarità. Nell’ambito del servizio, le guardie effettueranno vigilanza fissa, perlustrazione dei perimetri, apertura e chiusura di porte e cancelli, e comunque garantiranno ogni intervento volto ad evitare presenze o intrusioni di estranei o danneggiamenti dei luoghi vigilati. Le aree da sottoporre a vigilanza sono prevalentemente quelle di piazza della Stazione e viale Antonio Gramsci e potranno essere ulteriormente integrate. L’operatore segnalerà i fatti di rilievo alla Polizia Municipale, ferme restando le comunicazioni obbligatorie ai numeri specifici (112, 113, 115, 118) per i casi di emergenza.

“Il servizio di Guardie Giurate, è bene precisarlo - spiega l’assessore alla Sicurezza Giovanna Bonanno - verrà utilizzato in conformità a quanto previsto dalla normativa, ovvero come servizio di vigilanza e salvaguardia dei beni di proprietà del Comune, fornendo allo stesso tempo un valido supporto alle attività di Polizia Municipale e delle Forze dell’Ordine, in termini di segnalazione di situazioni di potenziale pericolo, come peraltro previsto nel protocollo 'Mille occhi sulla città', siglato negli anni scorsi in Prefettura”.
“È notizia di mercoledì - aggiunge Giovanna Bonanno - che la Regione Toscana ha approvato la legge ad hoc per la sicurezza urbana integrata, che prevede di dare un quadro normativo alle sperimentazioni messe in atto da molti comuni toscani per creare forme di collaborazione e di supporto all’attività di polizia locale che coinvolgano anche associazioni e soggetti privati. La Regione ha inoltre presentato una convenzione, a cui possono aderire le amministrazioni comunali e le aziende pubbliche interessate, per l’affidamento di servizi di vigilanza armata fissa, di ronda notturna e diurna, teleallarme e telesorveglianza, apertura e chiusura delle strutture. Per adesso la nostra amministrazione sta procedendo con l’affidamento del servizio in via sperimentale, come previsto dalla procedura del bando pubblico che abbiamo avviato già dal 2019, ma in seguito valuteremo i termini della convenzione presentata dalla Regione Toscana e decideremo, dopo una primo periodo di prova, sul futuro sviluppo dell’affidamento del servizio”.

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“Per rispondere alle polemiche strumentali avanzate da alcuni consiglieri di minoranza - conclude l’assessore - l’approvazione della legge regionale e soprattutto della convenzione specifica per la gestione del servizio, dimostra che la scelta della nostra amministrazione di intraprendere un investimento su questo fronte, rappresenta uno strumento non solo previsto a livello normativo, ma condiviso e adottato da altre amministrazioni e istituzioni come servizio di supporto e di ausilio alle forze di polizia locali, al pari di altri strumenti come l’implementazione della videosorveglianza, l’utilizzo degli agenti di prossimità, di operatori sociali in zona malamovida e del protocollo dello sguardo di vicinato. Sono tutti elementi di un sistema integrato che puntano a mettere in campo tutte le misure previste e consentite dalla legge per garantire maggiore sicurezza ai cittadini”.

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