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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca

Selezionate le vincitrici del Premio 'Paola Bora' della Casa della Donna

Sostenuto dai tre atenei pisani, con il patrocinio della Società italiana delle storiche e della Società delle letterate, il premio è andato a Isabella Daddi e Ilaria Santoemma

Si è svolta stamani, 5 maggio, la cerimonia di premiazione della terza edizione del Premio 'Paola Bora' presso la Gipsoteca di Arte Antica dell'Università di Pisa, al termine della tavola rotonda dal titolo 'Gli studi di genere in Italia: a che punto siamo?'. Il premio nasce per ricordare la figura di Paola Bora, presidente della Casa della donna dal 2011 fino al 2015, anno della sua scomparsa, e stimata studiosa e docente. E' articolato in due sezioni: tesi di laurea magistrale e di dottorato. Questa terza edizione ha visto il sostegno dei Cug dei tre atenei pisani (Università di Pisa, Scuola Normale Superiore e Scuola Superiore Sant'Anna) nonché il patrocinio della Società italiana delle storiche, della Società delle letterate, della Regione Toscana e della Provincia di Pisa.

Anche quest'anno il Premio ha registrato una grande partecipazione: sono arrivate 48 tesi da tutta Italia, di cui 13 di dottorato e 35 di laurea magistrale. Tutte verranno catalogate e conservate nella Biblioteca 'Anna Cucchi', per essere consultabili liberamente.

Ad aggiudicarsi questa terza edizione del Premio 'Paola Bora' sono state Isabella Daddi con una tesi di laurea in letteratura discussa presso l'Università di Bologna, alla quale è andato un riconoscimento di 3mila euro, e Ilaria Santoemma con una tesi di dottorato in filosofia politica discussa presso la Scuola Superiore Sant'Anna, che ha ricevuto un riconoscimento di 6mila euro.

Prezioso è stato il lavoro della commissione del premio, composta da Stefania Pastore per la Scuola Normale Superiore, Barbara Henry e Serena Giusti per la Scuola Superiore Sant'Anna, Caterina Di Pasquale e Renata Pepicelli per l'Università di Pisa; e poi Massimo Stella dell'Università di Venezia, Tiziana Noce e Vinzia Fiorino della Società italiana delle storiche, Adriana Chemello e Marina Vitale della Società italiana delle letterate. Giovanna Zitiello, Cristina Galasso e Denise Atzori, della Casa della donna di Pisa, hanno coordinato i lavori della commissione.

Le premiate e le tesi

Isabella Daddi è risultata vincitrice con la tesi di laurea dal titolo dal titolo: 'L’urgenza del corpo: pratiche di resistenza e di esposizione attraverso il testo poetico. Una destinazione femminile'. La tesi è stata discussa nell’anno accademico 2020-2021, presso Alma Mater studiorum, Università di Bologna, all’interno del Corso di laurea in Italianistica, Culture letterarie europee, Scienze linguistiche. Il lavoro di Daddi si configura come un’analisi tematica e stilistica focalizzata sull’opera poetica di quattro poete italiane contemporanee: Alessandra Carnaroli, Mariasole Ariot, Franca Mancinelli, Elisa Biagini. Partendo dai loro testi letterari legati alla rappresentazione e alla riflessione sul 'corpo scrivente', l’analisi mira a mettere in luce, attraverso percorsi tematici e precisi riferimenti testuali, il timbro tipicamente femminile della loro voce, rivolgendo una particolare attenzione alla 'fisiologicità corporale' della donna. Il lavoro svolto è pregevole per l’ottima e matura capacità critica che lo contraddistingue, soprattutto nell’utilizzazione consapevole e personale della bibliografia esistente. La commissione ha apprezzato l’originalità del lavoro fondato su una solida base documentaria, l’eleganza della scrittura e l’equilibrio dell’impianto capace di far interagire l’esperienza poetica con la riflessione filosofica.

Ilaria Santoemma è risultata vincitrice con la tesi di dottorato in Filosofia politica, intitolata 'A Cartography of the Posthumanities. New Frames from Epistemologies to Political Philosophy', conseguita nel novembre 2022 con il massimo dei voti e la lode presso la Scuola di Studi Superiori e Perfezionamento Sant’Anna di Pisa, all’interno del programma internazionale Human Rights and Global Politics. Si tratta di un lavoro eccellente che coniuga un serio impianto di ricerca transdisciplinare con una ferma passione politica militante, per affrontare le sfide etiche poste dall’attuale fase di crisi globale dell’esistenza sul e del pianeta 'danneggiato' (o 'infetto') come lo ha definito la filosofa e biologa statunitense Donna Haraway. Nella sua tesi dottorale Santoemma si confronta con le principali teorizzazioni e discussioni intorno all’umano, al transumano, al postumano e all’antiumano, misurandosi con concetti e temi estremamente attuali e complessi come le parentele interspecie, le alterità in/appropriate, le soggettività tecnoibride, formulando interessanti proposte di sviluppo nell’ambito di una filosofia politica orientata in senso femminista. Grande merito della dottoressa Santoemma è anche la capacità di esprimere in maniera chiara, efficace e coinvolgente un ragionamento profondo e complesso su temi molto ardui.

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