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Vino sofisticato con acqua e zucchero di barbabietola: scoperta maxi-frode

Sequestrate 6600 bottiglie contenenti vino contraffatto. L'indagine era partita alla fine del 2018

Erano destinati ai Paesi del Nord Europa e avrebbero fruttato oltre 100.000 euro, i 50.000 litri di vino rosso adulterato sequestrati nei giorni scorsi dagli ispettori dell’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari) di Pisa e dai militari della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Pisa nell’ambito di un’attività di polizia giudiziaria a tutela delle frodi nel settore agroalimentare.
L’indagine ha avuto inizio negli ultimi mesi del 2018 a seguito di specifici controlli avviati proprio dagli ispettori dell’ICQRF di Pisa nei confronti di una azienda imbottigliatrice situata in provincia di Pisa. Gli accertamenti si erano concentrati, in particolar modo, sulla qualità del vino sia imbottigliato che sfuso, attraverso complesse analisi di laboratorio dalle quali era emersa la frode: una partita di prodotto era risultata essere completamente annacquata e adulterata con l’aggiunta di sostanze vietate dai disciplinari, come lo zucchero di barbabietola.
Tali sofisticazioni non risultano dannose per la salute dei consumatori, ma costituiscono una pratica fraudolenta di concorrenza sleale nei riguardi degli operatori onesti del settore.

Anche in questa indagine, così come già avvenuto in passato, un ruolo fondamentale riveste la collaborazione tra la Guardia di Finanza e lCQRF. Una sinergia che, muovendo proprio dalle numerose attività sul campo, ha portato recentemente i vertici delle due istituzioni alla stipula di un protocollo d’intesa con l’intento di incrementare le misure di tutela del comparto agroalimentare contrastando le frodi in danno del bilancio dell’Unione Europea, la contraffazione dei marchi industriali, nonché degli altri illeciti economico-finanziari.

Per Francesco Colpizzi, presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura Toscana, si è trattato di "una frode che avrebbe potuto danneggiare e svilire l'immagine del vino toscano. Ringraziamo la Guardia di Finanza che ha permesso di sgominare un'organizzazione che agiva a livello internazionale al fine di  falsificare e commercializzare il vino doc Bolgheri Sassicaia, un'eccellenza dell'enologia non solo italiana, ma mondiale". "Le frodi che riguardano le eccellenza dell'agroalimentare toscano - aggiunge - purtroppo sono molto comuni, soprattutto su prodotti di valore che hanno una fama mondiale e la cui imitazione è conveniente per le organizzazioni criminali. Un fenomeno diffuso ovunque, in Europa e fuori,nonostante i vari Consorzi dei vini toscani si adoperino con sempre maggiore impegno nell'attività di vigilanza e tutela delle proprie denominazioni. L'attuale quadro normativo internazionale non consente oggi una integrale difesa delle produzioni locali dagli episodi di plagio o contraffazione".

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