Violenza sulle donne, la Sds: "Nel 2019 prese in carico 73 vittime, trend in aumento"

Le prese in carico dai servizi sociali sono salite da 54 del 2017 a 86 del 2018. Nel 2019 finora sono state 73

La Società della Salute della Zona pisana ha diffuso i dati della presa in carico delle donne vittime di violenza, evidenziando il trend dal 2017 ai primi sei mesi del 2019: le prese in carico dai servizi sociali sono salite da 54 del 2017 a 86 del 2018; nel 2019 finora sono state 73. 

"Il percorso che accompagna le donne dall’emergenza all’autonomia - spiega in una nota la Sds - coinvolge in modo strutturato una molteplicità di soggetti del privato sociale con competenze e professionalità, che hanno esperienza pluriennale sul campo e hanno dimostrato di saper collaborare in modo integrato ed efficiente con i servizi Servizi Sociali, il Consultorio e altri servizi della Usl Toscana Nord Ovest (Unità Funzionale Salute Mentale Adulti, Unità Funzionale Salute Mentale Infanzia e Adolescenza, Ser.T.). Una metodologia che si è concretizzata dal 2011 quando la Società della Salute della zona Pisana ha strutturato il percorso di presa in carico delle donne vittime di violenza e dei loro figli, collaborando poi con la rete del codice Rosa dell’Azienda Usl Toscana Nordovest e dell’Azienda Ospedaliera Pisana, coinvolgendo anche il terzo settore".

La Regione Toscana, in occasione della presentazione dell’XI° rapporto sulla violenza di genere in Toscana, ha invitato la Società della Salute della Zona pisana a raccontare questa esperienza alla presenza dell’assessore regionale a Sanità e Welfare, Stefania Saccardi, e della presidente della commissione regionale Pari Opportunità, Rosanna Pugnalini. "La Sds pisana - ha affermato la direttrice Sds Sabina Ghilli - ha coinvolto in modo sistemico e sinergico i soggetti che operano in questo campo: le istituzioni del territorio, i servizi sociali e il terzo settore. Una metodologia che ha dato finora buoni risultati e che è stata considerata una prassi da diffondere a livello regionale".

Un’equipe professionale della Società della Salute, composta da una assistente sociale dedicata, una psicologa del consultorio e una risorsa amministrativa,  consente di coordinare ed armonizzare i percorsi delle donne nelle varie fasi della presa in carico: l’accoglienza in emergenza (gestita dall’Associazione Donne in Movimento); il telefono donna e lo sportello di ascolto di accoglienza immediata (gestito dall’Associazione Casa della Donna e Centro Antiviolenza della provincia di Pisa); la casa rifugio (gestito anch’esso dalla Casa della Donna); la convivenza guidata e, dal 2018, la Casa di seconda accoglienza, che consiste in un appartamento di semi-autonomia per due donne (entrambe gestite dalla Cooperativa Arnera). Infine, sempre dal 2018, è previsto un percorso di consapevolezza e cambiamento rivolto agli uomini maltrattanti che vengono indirizzati dal servizio sociale all’Associazione Nuovo Maschile.

I dati degli ultimi anni confermano un trend di aumento delle prese in carico delle donne vittime di violenza di genere nella zona pisana. "Nel 2017 - spiega la Sds - sono state 54, di cui 24 sono state accolte in strutture d’emergenza, 12 nella casa rifugio, 5 in convivenza guidata. Nel 2018 le donne prese in carico sono salite a 86: di queste 14 sono state accolte in strutture di emergenza, 7 in casa rifugio e 7 in convivenza guidata. Nel primo semestre 2019 12 donne e 6 minori sono stati accolti in strutture di emergenza, 2 donne e 3 minori in casa rifugio, 3 donne e 2  minori in convivenza guidata. L’appartamento di seconda accoglienza ha accolto 2 donne. Per quanto riguarda invece i dati del Centro Antiviolenza, 117 sono state le donne che si sono rivolte personalmente al servizio, di cui 98 vittime di maltrattamento, 189 i colloqui tenuti, 564 le telefonate ricevute. Infine, nel 2019, 73 sono i codici rosa presi in carico fino ad oggi".

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"Esprimo molta soddisfazione per i percorsi che il nostro ente segue e promuove - afferma la presidente della Sds Gianna Gambaccini - riconosciuti come best-practice anche su scala regionale".

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