Cronaca Pratale / Via San Giovanni Bosco

Carcere Don Bosco, l'ex ministro Carrozza in visita: "Struttura inadeguata"

"Una realtà bisognosa di attenzione". Questa la definizione che la parlamentare pisana dà al carcere, per il quale auspica che si sblocchino i finanziamenti per migliorare la condizione e che venga semplificata la burocrazia

Visita del carcere Don Bosco lunedì scorso per la deputata in quota PD Maria Chiara Carrozza. Nell´occasione la parlamentare pisana ha incontrato il direttore, il comandante della Polizia Carceraria e la responsabile degli Educatori del Carcere. Un appuntamento che ha toccato i vari aspetti della vita carceraria.

"Ho visitato il carcere femminile, maschile, penale e giudiziario - spiega la deputata - e ho potuto incontrare gli insegnanti volontari che insegnano ai detenuti. Ho assistito alle lezioni di geometria analitica, ad un laboratorio di pittura, alle lezioni di lingua e grammatica italiana ai cittadini non italiani, una serra per giardinaggio e ho incontrato i medici e terapisti del centro clinico e riabilitativo che operano nella struttura. Avevo già visitato il carcere di Volterra da Ministro, in occasione della consegna dei diplomi: ogni volta si tratta di un´esperienza importante per noi parlamentari, perché ci permette di incontrare una realtà bisognosa di attenzione da parte del Governo nazionale e locale".

Carrozza si sofferma poi sullo stato della struttura e le questioni burocratiche. "Qui a Pisa i locali avrebbero bisogno di una profonda ristrutturazione - spiega - l´impegno della direzione e del personale è tangibile, così come alcuni lavori eseguiti di recente, ma è chiaro che rimane una struttura inadeguata. A questo impegno andrebbero unite donazioni di privati che, tra l´altro, non mancherebbero neanche, ma queste operazioni sono amministrativamente e burocraticamente difficili e complesse. E' un settore nel quale intervenire perché la semplificazione sarebbe molto importante e sarebbe importante anche l´Agenda Digitale. Basti solo pensare che tutte le autorizzazioni passano per moduli cartacei, che diventano inevitabilmente burocrazia".

"C´è un lavoro degli insegnanti volontari e delle scuole, in particolare dell´Istituto alberghiero 'Matteotti' e del Liceo 'Buonarroti', che è straordinario - prosegue - ci sono poi le questioni degli spazi di svago: dalla ristrutturazione del campo di calcetto, alla donazione di attrezzature per la palestra, che potrebbe permettere ai detenuti di svolgere attività motorie e sportive, fino alla donazione di libri recenti e romanzi, non avanzi di scantinato, ma libri buoni e gradevoli da leggere. Non mancano bei progetti, che sono fermi in attesa di finanziamento, come quello che sostiene il teatro in carcere. Si deve entrare nell´ottica che le necessità di un carcere sono anche opportunità che potrebbero migliorare le condizioni, qui ci sarebbe lavoro per tutti: per la politica e per il Governo, per chi vuole fare il volontario e per chi vuole fare donazioni. Pisa non si deve dimenticare di questo mondo".

"Un carcere è un luogo complesso, che necessita di continuo supporto, per chi vi è detenuto e per chi vi lavora. Ho saputo delle gravi carenze di personale di polizia carceraria di cui ci sarebbe oggettivamente bisogno. Il carcere è anche un luogo di integrazione  - conclude la parlamentare pisana - dove devono convivere etnie, religioni e popolazioni molto diverse da loro. Solo una bassa percentuale dei detenuti è di origine italiana, la maggioranza è straniera".


 

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