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Lunedì, 2 Ottobre 2023
Cronaca Cisanello

La Commissione regionale Sanità in visita all'ospedale Cisanello tra punti di forza e criticità da risolvere

Nel corso della visita è stato fatto il punto anche sull'andamento dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale Santa Chiara. Tra le problematiche le liste d'attesa e l'elevato numero di accessi al pronto soccorso

VIsita ieri, martedì 29 novembre, della Commissione Sanità del Consiglio regionale della Toscana, guidata dal presidente Enrico Sostegni, all’ospedale Cisanello di Pisa, insieme al presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo. Ad accompagnarli nelle diverse tappe della giornata, la direttrice generale Silvia Briani. L’iniziativa è parte di un tour, annunciato a inizio novembre dopo gli Stati generali della sanità, che è partita nel grossetano due settimane fa e che ha lo scopo di visitare le strutture sanitarie della regione e incontrare gli operatori nell’ambito di una funzione di programmazione, ma anche di controllo e di collaborazione con i professionisti del sistema.

 In Aoup, la delegazione (composta da Andrea Ulmi, Andrea Vannucci, Vincenzo Ceccarelli, Federica Fratoni, Diego Petrucci e Donatella Spadi), insieme alla vicepresidente della Società della Salute della zona pisana Valentina Ricotta, ha visitato il cantiere del nuovo ospedale, il Dea-Dipartimento di emergenza-accettazione, il Centro multidisciplinare di Chirurgia robotica. Nel pomeriggio ha avuto luogo il confronto con la direzione aziendale, i professionisti dell’Aoup, le rappresentanze sindacali e il Comitato di partecipazione. E’ intervenuto anche il rettore dell’Università di Pisa
Riccardo Zucchi. Presente l’assessore alle Politiche socioeducative e scolastiche del Comune di Pisa Sandra Munno.

“Quando cominciò il mio impegno in Consiglio comunale a Pisa - ha detto il presidente del Consiglio regionale Mazzeo dopo aver visitato il cantiere del nuovo Santa Chiara - si parlava già di una grande struttura che avrebbe portato la città a diventare un’eccellenza mondiale nella sanità. Da quando sono stato eletto consigliere regionale mi sono impegnato perché quelle idee si trasformassero in fatti concreti. E oggi siamo qui a vedere il cantiere che cresce, con tutta la Commissione consiliare, nell’ambito di un grande giro d'ascolto che abbiamo programmato per stare all'altezza degli occhi delle persone, dei loro bisogni”.

“Portare avanti un cantiere mentre l'ospedale è in funzione non è semplice, quindi un grazie a tutti ai progettisti, a chi ogni giorno ci lavora, alle maestranze, grazie anche ai professionisti della sanità. Questa struttura va riempita di professionisti, di competenze, di tecnologia, perché il futuro della sanità passerà attraverso l'intelligenza artificiale, attraverso i big data, attraverso tutte le tecnologie che hanno l’obiettivo di migliorare la vita delle persone”.

“Il cantiere del nuovo ospedale sta andando avanti in maniera regolare e sta rispettando i tempi - ha affermato a fine visita il presidente della Commissione sanità Enrico Sostegni (Pd) - c’è stato il problema dell'aumento dei costi delle materie prime a causa del caro energia, così come è avvenuto per tutte le opere pubbliche, e l'azienda ha cercato di usare tutti gli strumenti per recuperare risorse anche a livello nazionale, per quello che è il più importante investimento della sanità Toscana”.

La fine dei lavori è prevista per dicembre 2025, i trasferimenti dovrebbero concludersi a luglio 2026 mentre la consegna delle strutture del vecchio ospedale Santa Chiara a dicembre 2026.

Il cantiere del nuovo ospedale Santa Chiara

Per quanto riguarda l’incontro con i professionisti e le rappresentanze sindacali Sostegni ha spiegato che una delle questioni principali è il tema del personale. “Qui a Cisanello - ha detto - non c'è il problema di trovare professionisti validi, ma c'è un limite alla spesa del personale che sappiamo essere imposto a livello nazionale”. “E’ emerso anche il tema della mancanza di assorbimento delle richieste dei cittadini sul territorio - ha continuato Sostegni - che porta a un accesso a volte improprio al pronto soccorso, ingolfando poi anche il presidio ospedaliero. Quindi si conferma la necessità di investire sul territorio, cosa che stiamo facendo come Regione e come Paese”.

Del nuovo Santa Chiara come progetto imponente ha parlato il vicepresidente della Commissione sanità Andrea Ulmi (Lega). “Nel corso della giornata - ha affermato - abbiamo parlato con professionisti estremamente motivati. Ci sono state anche delle critiche, che noi di fatto già conoscevamo e che riguardano le tre maxi Asl, che per noi della Lega dovrebbero essere a misura provinciale. Questo è stato testimoniato da alcuni interventi che sottolineavano come ci sia una distanza abissale tra le decisioni apicali, del direttore generale, e le ricadute sul cittadino”.

Intervenuto nel corso dell’incontro del pomeriggio anche il consigliere Diego Petrucci (Fratelli d’Italia): “Non è sufficiente, per risolvere problemi della sanità, dire che servono più soldi. Il servizio sanitario in Toscana costa 8 miliardi l’anno e non sono pochi. Bisogna ristrutturare la sanità nel territorio, pensando a un nuovo sistema di interventi domiciliari, anche diagnostici, che decongestioni il pronto soccorso e gli ospedali”.

“L’ospedale di Cisanello in alcuni casi rappresenta sicuramente una eccellenza, a partire dal centro di chirurgia robotica; e senza dubbio lo sviluppo del nuovo ospedale è un progetto straordinario, ma non ci si deve dimenticare delle tantissime criticità - prosegue Petrucci - durante questi sopralluoghi ufficiali mi pare di vivere delle realtà parallele, sembra tutto bello e funzionante, ma la pratica di 'buttare la polvere sotto il tappeto' non serve a risolvere i problemi. Durante la visita abbiamo visto tutto ciò che funziona, e le ottime prospettive di sviluppo, ma questo non serve a risolvere le tante criticità, a partire dal fatto che il trasferimento del Santa Chiara va avanti da vent’anni, ne sentivo parlare già quando fui eletto per la prima volta in Consiglio comunale a Pisa, così come le persone ammassate nei corridoi del Pronto soccorso, i livelli di carico di lavoro e stress di medici e infermieri, la presenza di alcuni edifici fatiscenti, la fuga dei medici, la ridotta capacità attrattiva di Pisa, le liste di attesa”.  

La direttrice generale Silvia Briani ha ricordato come l’Aoup conti 4.898 dipendenti di cui 2146 professionisti sanitari infermieristici, 989 dirigenti sanitari di cui 895 medici, 244 medici universitari. Un’azienda in cui sono presenti diverse aree di eccellenza: l’alta specialità chirurgica, e medica; i trapianti (fegato, rene, pancreas, midollo); centri clinici e percorsi; centro chirurgia robotica. Una struttura che gestisce un volume di pazienti pari a circa 53mila unità: il 36 per cento provenienti dall’area pisana, l’83 per cento dalla Toscana e il 16 da fuori regione.

Tra i punti di forza ha elencato l’elevata professionalità del personale e l’organizzazione altamente specializzata, “in un’azienda mista che sta spingendo sulla cultura del benessere organizzativo, caratterizzata da una forte integrazione di tre componenti: assistenza, didattica e ricerca. Briani ha citato anche alcuni "punti di debolezza", come la “digitalizzazione dell’ospedale, che si sta portando avanti con fatica, e la coesistenza col cantiere Santa Chiara. Altra preoccupazione è la spesa per i dispositivi e il budget che non risponde alla domanda effettiva”.

Il rettore Zucchi ha sottolineato il rapporto virtuoso e la sinergia tra la componente ospedaliera e quella universitaria, tra attività assistenziale e attività di ricerca. Tra i punti critici ha segnalato quello del tetto sulle assunzioni e per il reclutamento del personale. “E’ necessario fare in modo - ha detto - di intercettare i fondi senza bloccare il reclutamento per consolidare i risultati notevoli conseguiti in passato e continuare a fare un salto di qualità”.

Il grande numero di accessi al pronto soccorso è una delle criticità sollevate durante l’incontro da parte delle organizzazioni sindacali e del personale.
Emerso, come evidenziato anche dal consigliere Petrucci, il problema delle lunghe liste d’attesa, un dato non uniforme nelle tre Asl che sarebbe legato soprattutto alla mancanza di personale. Sottolineato il fabbisogno di medici specialistici e di alcune strumentazioni, come gli ecografi. Mentre Paola Giglioli, coordinatrice Comitato partecipazione, ha evidenziato come "negli ultimi anni il comitato sia stato coinvolto nelle commissioni, informato dei programmi e dei progetti molto concreti, e anche dei problemi che riguardano le liste di attesa. Anche l’open access si sta dimostrando ottimo”.

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