Cronaca

Visita del Ministro Carrozza al Liceo 'Dini': il comunicato di Officina - Unione degli Studenti Pisa

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Oggi 10 settembre 2013 (ieri, ndr) si è tenuto al Liceo scientifico Ulisse Dini di Pisa l’incontro tra gli studenti e il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, gentile a rispondere all’ invito mandatole.
Il Ministro ha  ricordato i suoi anni di studio nello stesso Liceo, e di come questo Liceo possa creare un' elite culturale nel paese. Ha poi ricordato di come la scuola non sia né dei professori né dei collaboratori, ma sia degli studenti, che questi debbano <<essere ribelli>> e mettere sempre in discussione la propria guida. È poi passata a rispondere ad alcune alcune domande elaborate dai rappresentanti d’Istituto.
La prima domanda riguardava l’appena abolito bonus di maturità, i corsi di laurea a numero chiuso e i test d’ingresso spostati dal 2014 a aprile (Medicina-Odontoiatria e –Veterinaria, Architettura, Professioni sanitarie). Riguardo all’ abolizione del bonus di maturità non ci si può che rallegrare, visto che questo introduceva troppe disparità, come ha anche ricordato il Ministro; peccato che alcune graduatorie fossero state già stilate (Professioni sanitarie e Psicologia ad esempio) e gli studenti a cui era stata confermata l’ammissione se la vedranno, forse, revocare nei prossimi giorni. Senza considerare le enormi difficoltà per quelli che magari si fossero già immatricolati; inoltre moltissimi studenti universitari studiano fuori sede, e quindi trovare un appartamento non è facile e immediato. Riguardo ai test spostati a aprile il Ministro ha affermato la necessità per gli studenti di pianificare in anticipo il proprio futuro universitario e di non poter contare solo sui mesi estivi; ha poi detto che per sostenere i test di ammissione dovrebbe essere sufficiente la preparazione fornita dalla scuola. Ma è evidente a chiunque che la preparazione nelle materie di concorso cambia notevolmente da istituto a istituto, andando a privilegiare in questo modo gli studenti già indirizzati dai licei verso un determinato corso di laurea. La posizione del sindacato studentesco Officina-Unione degli Studenti Pisa non è in linea con quella espressa dal Ministro: infatti pensiamo che gli studenti ad aprile siano già molto impegnati nella preparazione dell’Esame di Stato, che rappresenta si solo una tappa, ma è la conclusione del percorso delle Scuole Secondarie Superiori. Inoltre ogni studente ha diversi tempi di maturazione delle scelte da intraprendere, soprattutto se la scelta va a influire non solo sui seguenti 5 o 6 anni, ma sull’ orientamento di tutta una vita, in un mondo ormai precario. Il sindacato studentesco pensa inoltre che sia inaccettabile che ormai il 57% dei corsi di laurea dell’Università italiana sia caratterizzato da queste barriere all'accesso determinate unicamente dall’ inasprimento dei requisiti minimi, come quelli apportati dal Decreto A.V.A., dettati dai tagli agli atenei ormai incapaci di sostenere un’offerta formativa di qualità e aperta a tutti. 

Alla seconda domanda riguardo ai tagli di ore delle materie d’indirizzo della riforma Gelmini il Ministro ha risposto rimandando il problema ai prossimi mesi di lavoro. Ci auguriamo che il Ministro comprenda quanto anche questa riforma stia distruggendo il sistema scolastico pubblico italiano; ad esempio esiste già una proposta alternativa alla riforma Gelmini scritta dagli studenti, L’Altrariforma, un progetto che punta al rinnovo della scuola, nello specifico della didattica e della valutazione, per una partecipazione maggiore e più inclusiva degli studenti e delle studentesse.
L’ultima domanda è stata riguardo ai test Invalsi, definiti dal Ministro come una necessità per l’Italia come paese moderno. Ha infatti affermato la necessità di un sistema omogeneo di valutazione su piano nazionale, così da evidenziare differenze territoriali etc. Non ha però citato il progetto di inserire i test Invalsi nell’Esame di Stato, né il progetto di stanziare fondi supplementari alle scuole dimostratesi meritevoli nei risultati dei test Invalsi(Progetto Vales). Non comprendiamo la necessità dell’esistenza di un sistema omogeneo di valutazione nazionale della Scuola Pubblica e inoltre riteniamo che le conoscenze degli studenti siano differenti in base alle classi già di uno stesso istituto in quanto ogni professore svolge il programma in maniera personale e quindi differente; le differenze crescono ulteriormente tra un Istituto e un altro e riteniamo che queste differenze non debbano essere omologate, quindi una prova standard non è indice delle effettive conoscenze degli studenti.
Altro tema a noi caro, che purtroppo non abbiamo avuto modo di trattare nonostante la domanda posta al ministro, è la differenza di distribuzione di fondi tra scuola pubblica e scuola privata: nell’articolo 33 della Costituzione Italiana viene affermato che le scuole private possono esistere ma non devono essere un onere per lo stato. Nel 2000 però venne votata la legge 62 , che trasforma le scuole private in scuole paritarie; lo Stato ha già investito fino a oggi 800 milioni di euro nelle scuole paritarie, e inoltre il Ministro ha dichiarato di volere entrare in un’ottica pluriennale di finanziamento per queste. Chiediamo quindi che la legge 62 venga abrogata e venga fatta valere la nostra Costituzione.
Comprendiamo che questo fosse un incontro informale e una visita di piacere del Ministro nel suo vecchio liceo; ci saremmo però aspettati un carattere più politico e meno personale dell’intervento, essendo comunque un momento di confronto con gli studenti che nei passati anni avevano preso parte alle contestazioni agli atti del governo, e essendo un momento delicato e di attenzione mediatica per il Ministro dell’Istruzione dato il periodo di test all’università.

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